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25/08/2017

NUOVI CHIARIMENTI IN TEMA DI VOLUNTARY DISCLOSURE BIS


A seguito delle modifiche apportate all’art. 5-octies, d.l. n. 167 del 1990, ad opera dell’art. 1-ter, d.l. n. 50 del 2017, conv. dalla l. n. 96 del 2017, con la Circolare n. 21/E del 20 luglio 2017 l’Agenzia delle entrate ha fornito ulteriori chiarimenti riguardo alla nuova procedura di voluntary disclosure.

Anzitutto, l’Amministrazione finanziaria ha rilevato che, in ragione dell’inserimento della lett. a-bis) all’interno dell’art. 5-octies, co. 1, d.l. n. 167 del 1990, nel caso in cui i redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo concorrano a formare il reddito complessivo, non deve applicarsi l’art. 165, co. 8, Tuir, che prevede, in generale, che la detrazione delle imposte pagate all’estero non spetta in caso di omessa presentazione della dichiarazione o di omessa indicazione dei redditi prodotti all’estero nella dichiarazione presentata. La novità normativa in commento, precisa l’Agenzia delle entrate, consente quindi, esclusivamente nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria, di detrarre le imposte pagate all’estero a titolo definitivo relative a redditi esteri da lavoro dipendente o autonomo, anche in caso di omessa presentazione della dichiarazione o di omessa indicazione di tali redditi. Ne consegue che, nel determinare le somme da versare a titolo di imposta e sanzioni il contribuente dovrà considerare quale “maggiore imposta” l’importo risultante al netto della detrazione relativa alle imposte pagate all’estero a titolo definitivo per i redditi di lavoro ivi prodotti.

Si segnalano inoltre alcune novità con riferimento all’eventualità in cui il contribuente, optando in sede di perfezionamento della procedura per l’autoliquidazione e per il pagamento spontaneo, versi una somma non sufficiente. Al riguardo, l’art. 1-ter, d.l. n. 50 del 2017, alla lett. c), è appunto intervenuto sul regime applicabile in caso di insufficiente versamento spontaneo, modificando l’art. 5-octies, co. 1, lett. g), nn. 2) e 3), del decreto legge, prevedendo che l’importo della sanzione base su cui calcolare gli aumenti del 10 o del 3 per cento (previsti dal citato decreto) sia determinato utilizzando le riduzioni sanzionatorie previste in caso di versamento spontaneo (articolo 5-octies, co. 1, lett. e), del decreto legge) e che l’importo totale ottenuto a seguito delle operazioni di maggiorazione, compreso quanto già versato, non possa in nessun caso essere superiore rispetto a quanto sarebbe dovuto in caso di comportamento inerte da parte dell’istante.

Infine, in sede di conversione del d.l. n. 50 del 2017 è stata modificata la normativa in materia di esonero dagli obblighi dichiarativi per i soggetti che presentano istanza di accesso alla nuova edizione della procedura di collaborazione, estendendola anche agli adempimenti dichiarativi relativi all’IVIE e all’IVAFE. In particolare, ai sensi dell’articolo 5-octies, co. 1, lett. c), del decreto legge i soggetti che accedono alla riapertura dei termini per la collaborazione volontaria sono esonerati dagli obblighi dichiarativi in materia di monitoraggio fiscale previsti dall’art. 4 del medesimo decreto, limitatamente al 2016 e alla frazione del periodo d’imposta antecedente la data di presentazione dell’istanza di collaborazione volontaria. Inoltre, in caso di presentazione di istanza integrativa, che può essere trasmessa entro il 30 settembre 2017, il termine finale della frazione di 2017 che può essere oggetto di esonero dagli obblighi dichiarativi andrà a coincidere con la data di presentazione della stessa.

 

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