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29/09/2017

CREDITO D’IMPOSTA E SUPER-AMMORTAMENTO PER STRUTTURE RICETTIVE


Con la Risoluzione n. 118/E del 15 settembre 2017, l’Agenzia delle entrate, sentito anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze, si è pronunciata in merito alla possibilità di cumulare, sui medesimi investimenti, il credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive, disciplinato dall’art. 10, d.l. 31 maggio 2014, n. 83, conv. con mod. dalla l. 29 luglio 2014, n. 106, con il neo-introdotto istituto del super-ammortamento, previsto dall’art. 1, commi da 91 a 94, l. 28 dicembre 2015, n. 208.

L’Agenzia delle entrate, anzitutto, ha rilevato che il dubbio circa la “cumulabilità” delle due misure agevolative discende dal dettato del decreto ministeriale del 7 maggio 2015, attuativo del credito di imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive, che, all’art. 3, co. 3, stabilisce che lo stesso “è alternativo e non cumulabile, in relazione a medesime voci di spesa, con altre agevolazioni di natura fiscale”.

Al riguardo, l’Agenzia ha precisato che il divieto di cumulo previsto nel citato decreto esprime la volontà del legislatore di non estendere la portata di detto divieto a tutte le agevolazioni aventi ad oggetto i medesimi costi, ma di limitarla a determinate fattispecie di natura fiscale. In tal senso, deve ritenersi che la previsione di non cumulabilità in commento sia stata ponderata e inserita in fase di redazione del decreto interministeriale tenendo conto delle sole misure agevolative già in vigore al momento dell’emanazione del decreto ed aventi il medesimo ambito soggettivo, oggettivo e temporale di applicazione del credito d’imposta di cui all’art. 10, d.l. n. 83 del 2014, nonché le stesse finalità di quest’ultimo. Infatti, solo le agevolazioni fiscali con tali caratteristiche, potendo essere fruite in relazione alle medesime spese ammissibili, avrebbero consentito al beneficiario di “moltiplicare” indebitamente il beneficio.

L’istituto del super-ammortamento, invece, oltre ad essere stato introdotto successivamente all’adozione del d.m. 7 maggio 2015, persegue finalità del tutto diverse rispetto a quelle sottese al credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture recettive, differenziandosi inoltre da quest’ultimo anche con riferimento alla sua “natura”, sostanziandosi infatti in una maggiorazione percentuale del costo fiscalmente riconosciuto in relazione agli investimenti in beni strumentali nuovi, ove l’incentivo previsto dal d.l. n. 83 del 2014 rappresenta un contributo pubblico concesso nella forma di credito d’imposta, utilizzabile al fine della riduzione dei versamenti relativi a debiti fiscali e previdenziali.

Ne consegue, a parere dell’Agenzia, che la disposizione di cui all’art. 3, co. 3, del citato decreto interministeriale non sia suscettibile di un’interpretazione estensiva che involga nel divieto di cumulo ivi previsto l’istituto del super ammortamento che, come detto, persegue finalità del tutto diverse e tali da non poter ritenere le agevolazioni in discorso alternative tra loro, sebbene le spese ammissibili alle stesse possano incidentalmente coincidere.

 

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