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25/10/2017

IMPOSTA DI BOLLO SULLA RACCOLTA DI CAPITALI


La Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la sentenza 19 ottobre 2017, Causa C-573/2016 (Air Berlin v. Commissioners for Her Maiesty’s Revenue & Customs) ha giudicato la controversia sussistente tra una compagnia aerea e l’Amministrazione fiscale britannica in ordine alla tassazione relativa ad alcuni trasferimenti di azioni quotazione alla Borsa di Francoforte.

La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione degli articoli 10 e 11 della direttiva 69/335/CEE concernente le imposte indirette sulla raccolta di capitali, degli articoli 4 e 5 della direttiva 2008/7/CE, concernente le imposte indirette sulla raccolta di capitali, nonché degli articoli 12, 43, 48, 49 o 56 del Trattato CE ed è stata presentata nell’ambito di una controversia che oppone una compagnia aerea costituita nel Regno Unito all’amministrazione fiscale inglese in ordine all’applicazione di un’imposta, su alcuni trasferimenti di azioni.

In sostanza, in base al diritto tedesco, per accedere alla quotazione alla Borsa di Francoforte, la compagnia doveva rendere disponibili alla quotazione tutte le azioni della medesima categoria, comprese quelle che non erano destinate a essere vendute in sede di quotazione in Borsa. Per soddisfare tale requisito la compagnia aerea ha dovuto trasferire la titolarità giuridica delle azioni ordinarie esistenti, rappresentanti la totalità del suo capitale sociale, alla mandataria del servizio di liquidazione e compensazione della Borsa di Francoforte.

La compagnia, che si era fatta carico del pagamento dell’imposta di bollo in occasione di due operazioni di trasferimento, ha chiesto all’amministrazione fiscale britannica il rimborso dell’imposta di bollo applicata a tali operazioni; richiesta che veniva respinta. La questione è approdata dinanzi alla competente autorità giurisdizionale, che ha sottoposto al vaglio pregiudiziale della Corte UE alcune questioni.

La Corte ha dichiarato che, in linea con gli obiettivi dell’articolo 11 della direttiva 69/335 e dell’articolo 5, paragrafo 2, della direttiva 2008/7, il divieto di assoggettare ad imposta le operazioni di raccolta di capitali si applica ugualmente ad operazioni la cui tassazione non è vietata espressamente, nei limiti in cui questa tassazione significhi assoggettare ad imposta un’operazione che è parte di un’operazione globale per quanto riguarda la raccolta di capitali.

La Corte Ue perviene alla conclusione che gli articoli 10 e 11 della direttiva 69/335 devono essere interpretati nel senso che ostano alla tassazione di un’operazione di trasferimento di azioni, con cui la titolarità giuridica dell’insieme delle azioni di una società è stata trasferita ad un servizio di compensazione al solo fine di quotare dette azioni in Borsa, senza che muti la titolarità effettiva delle azioni in parola.

Inoltre, l’articolo 5, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 2008/7 deve essere interpretato nel senso che osta alla tassazione di un’operazione di trasferimento di azioni con cui la titolarità giuridica di azioni di nuova emissione, emesse nell’ambito di un aumento di capitale, è stata trasferita ad un servizio di compensazione al solo fine di proporre tali nuove azioni per l’acquisto.

 

Corte giustizia UE