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18/01/2018

TASSAZIONE DEI DIVIDENDI PROVENIENTI DA STATI A REGIME FISCALE PRIVILEGIATO


Con la Risoluzione n. 144/E del 22 novembre 2017 “Interpello art. 11, c. 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212). Documentazione probatoria idonea a dimostrare la provenienza degli utili di fonte estera percepiti dal socio italiano per il tramite di società intermedie non residenti (art. 89, comma 3, t.u.i.r.)”, l’Agenzia delle Entrate ha fornito indicazioni sulle modalità tramite le quali tassare le riserve di utili distribuiti da società intermedie estere residenti in Paesi White List laddove, in parte, tali riserve di utili siano state alimentate da redditi prodotti in Paesi Black List, in parte da redditi prodotti in Paesi White List.

L’Agenzia delle Entrate ricorda, preliminarmente, che, ai sensi dell’art. 89, comma 3, TUIR, gli utili provenienti da Paesi Black List concorrono integralmente a formare il reddito del percettore, in deroga al regime di esclusione in misura del 95% del loro ammontare, previsto dal comma 2 del medesimo art. 89.

Nel caso in cui tali utili siano indirettamente distribuiti per il tramite di un soggetto residente in Paesi White List che non detiene o svolge attività esclusivamente nei medesimi, vi è il problema di individuare la fonte dei dividendi erogati.

Sul punto, è ricordato che, ai fini dell’individuazione della quota parte di utili provenienti da Paesi Black List, nell’ordinamento tributario nazionale manca un principio di carattere generale che regoli la distribuzione, l’utilizzo o la ricostruzione o la ripartizione delle riserve. In mancanza di tale criterio, occorre documentare, di volta in volta, la provenienza degli utili distribuiti al socio residente, il quale è tenuto a dimostrare, sulla base di un adeguato supporto documentale, se e in quale misura tali utili provengano o meno da Paesi Black List. In mancanza di tale documentazione, come chiarito in passato dalla stessa Agenzia delle Entrate, si ritengono distribuiti, in via prioritaria e fino a concorrenza, gli utili provenienti da un Paese Black List. In merito è chiarito che, per quanto riguarda la prova dell’utilizzo di una specifica provvista patrimoniale piuttosto che un’altra, può essere fornita mediante le delibere assunte da parte della società erogante in sede di distribuzione, purché da esse risulti che le somme distribuite da quest’ultima sono attinte da riserve alimentate da utili provenienti da Paesi White List.

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