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18/01/2018

EVASIONE INTERNAZIONALE, UTILIZZO DEI DATI FORNITI A FINI DI ANTIRICICLAGGIO


A seguito della direttiva Ue 2016/2258 recepita dalla legge di delegazione europea 2016-2017 (legge 25 ottobre 2017, n. 163) entrata in vigore il 21 novembre scorso e che prevede - come stabilito tassativamente dalla direttiva - l’avvio dello scambio automatico di informazioni, dal 1° gennaio 2018 sono attuabili le nuove disposizioni che obbligano gli Stati membri a fornire alle autorità fiscali competenti (quelle cioè del Paese di residenza della persona fisica interessata) l’accesso ai dati raccolti sul riciclaggio del denaro proveniente da business illeciti.

L'ambito normativo in cui si inserisce questo strumento di lotta all'evasione internazionale è quello tradizionale dello scambio obbligatorio automatico di informazioni previsto dalla direttiva 2014/107/Ue, che modificava la direttiva 2011/16/Ue già esecutiva dal 1° gennaio 2016 agli Stati membri e dal 1° gennaio 2017 all’Austria. La direttiva prevede che in alcuni casi, tutt’altro che infrequenti nelle transazioni internazionali, se il titolare di un conto è una struttura intermediaria, le istituzioni finanziarie debbano individuare e segnalare alle autorità fiscali nazionali competenti i beneficiari effettivi (cc.dd. beneficial owner). Questo step si aggancia alle informazioni in materia di antiriciclaggio ottenute sulla base della direttiva 2015/849 (comunemente nota come IV Direttiva antiriciclaggio, recepita dal decreto legislativo 90 del 2017) per l’identificazione dei titolari effettivi.

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