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02/02/2018

TRASFERIMENTO DI BENI IMMOBILI IN UN TRUST AI FINI DELLE IMPOSTE INDIRETTE: LA CASSAZIONE


Con la sentenza n. 975 del 17 gennaio 2018 la Suprema Corte ha chiarito che il trasferimento di beni in trust, non avendo natura onerosa, non sconta l’imposta di registro nella misura proporzionale del 3% ex art. 9 della Tariffa allegata al d.p.R. n. 131 del 1986, dovendosi applicare, per converso, l’imposta in misura fissa.

Le conclusioni cui perviene la Suprema Corte nella citata sentenza n. 975 del 2017 potrebbero far presumere, quanto meno prima facie, ad un condivisibile cambio di orientamento rispetto a quanto sostenuto nelle note sentenze nn. 25478, 25479 e 25480 del 2015, con le quali era stato affermato che il trasferimento dei beni in trust dovesse scontare l’imposta proporzionale sulle successioni e donazioni di cui al d.lgs. n. 346 del 1990.

Tuttavia, il caso sottoposto al Supremo Consesso da cui trae origine la pronuncia in esame è completamente diverso rispetto ai precedenti.

Difatti, con riferimento alla fattispecie esaminata con la sentenza in argomento, si deve anzitutto fare presente che essa aveva ad oggetto un trust stipulato in epoca anteriore (nel 2003) rispetto alla (re)istituzione dell’imposta sulle successioni e donazioni con la conseguenza che, evidentemente, nel caso di specie non avrebbe potuto trovare applicazione la suddetta imposta: i chiarimenti forniti dalla Suprema Corte, infatti, hanno riguardato esclusivamente la corretta applicazione dell’imposta di registro dal momento che i Giudici di merito avevano ritenuto assoggettabile l’atto istitutivo del trust a tale imposta, nella misura proporzionale del 3 per cento. Tale circostanza risulta peraltro evidente se si considera che la stessa Corte ha precisato che «la fattispecie in esame ratione temporis non è disciplinata dall’art. 2, commi 47 e 49, D.L. n. 262 del 2006, convertito con modificazioni dalla L. n. 286 del 2006, che reintroducendo l’imposta sulle donazioni e successioni (…) assoggetta all’imposta anche la “costituzione di vincoli di destinazione”».

Pertanto, è ragionevole ritenere che la recente sentenza n. 975 non assuma, in realtà, portata innovativa, limitandosi ad affermare quanto già sostenuto in occasione delle pronunce nn. 25478, 25479 e 25480 del 2015 e implicitamente confermando che, qualora l’imposta sulle successioni e donazioni fosse stata applicabile al caso di specie ratione temporis, l’atto istitutivo del trust  avrebbe certamente dovuto esservi assoggettato (in accordo con quanto affermato dalle ordinanze nn. 3735, 3737, 3886 e 5322 del 2015).

 

 

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