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02/02/2018

Il CFC NON È UN ATTO IMPUGNABILE: LA SOLUZIONE INTERPRETATIVA DELLA CTR DEL LAZIO


La Commissione tributaria Regionale del Lazio, con la sentenza n. 6252 del 2017, ha affrontato l’annosa questione afferente l’impugnabilità della risposta ad interpello resa dall’Agenzia delle Entrate.

Il caso di specie riguardava, nel dettaglio, una risposta ad interpello volto a richiedere la disapplicazione della disciplina CFC di cui all’art. 167, Tuir, che il Giudice di prime cure aveva ritenuto legittimamente impugnabile sulla base di alcuni precedenti giurisprudenziali di legittimità (in particolare, Cass. n. 8663/11 e n. 17010/12).

I Giudici di secondo grado, tuttavia, non hanno condiviso la soluzione interpretativa adottata dal Giudice di primo grado, ritenendo non impugnabili il diniego di interpello in esame sulla base dell’assunto che, non trattandosi di atto avente natura provvedimentale, non vincola il contribuente e, pertanto, non è idoneo a determinare una lesione della sfera giuridica del contribuente, suscettibile di immediata tutela giurisdizionale.

Peraltro, è stato altresì chiarito che le nuove norme in tema di interpello (istituto riformato con il d.lgs. n. 156 del 2015), che escludono espressamente l’impugnabilità del diniego di interpello, devono essere applicate retroattivamente, atteso che queste, non toccando l’aspetto sostanziale dell’istituto, hanno inciso solo sulla procedura necessaria per la loro applicazione.

 

beps