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29/08/2018

BANCAROTTA DOCUMENTALE E RICOSTRUZIONE CONTABILE


Con la sentenza 16 luglio 2018, n. 32654 la V Sezione Penale della Corte di Cassazione rileva come il reato di bancarotta fraudolenta documentale sussista, non solo quando la ricostruzione del patrimonio si renda impossibile per il modo in cui le scritture contabili siano tenute, ma anche quando gli accertamenti, da parte degli organi fallimentari siano ostacolati da difficoltà superabili con particolare diligenza.

Si legge nella sentenza come per integrare tale reato sia sufficiente il dolo generico, rappresentato dalla consapevolezza nell'agente che la confusa tenuta della contabilità potrà rendere impossibile la ricostruzione delle vicende del patrimonio, non essendo, per contro, necessaria la specifica volontà di impedire quella ricostruzione.

La Corte richiama, poi, una scrittura del 2 dicembre 2008, che, riportata nell'atto di appello allegato al ricorso, indicava soltanto un procedimento da svolgersi in contraddittorio tra i contraenti al fine di arrivare a una “parificazione dei conti”, per poi determinare i saldi attivi e passivi.

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