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17/09/2018

LA GIURISPRUDENZA DI MERITO SULL’ELUSIVITÀ DEL PASSAGGIO GENERAZIONALE


 

 

La Commissione tributaria regionale della Lombardia con la sentenza 2236/23/2018 ha stabilito che non rappresenta un’operazione elusiva la riorganizzazione societaria che abbia ridotto il carico fiscale del socio qualora la stessa sia giustificata dal ricambio generazionale.

In buona sostanza l’operazione contestata consiste nella rivalutazione delle quote di una Srl e di una Snc partecipate da due fratelli in base all’articolo 5 della legge 448/01, con relativo affrancamento, ad aliquota agevolata, del 4%. In seguito le quote della Srl vengono cedute da un socio a suo fratello e ai nipoti e a distanza di una settimana, entrambi i soci originari cedono alla Srl le proprie partecipazioni nella Snc.

L’acquisto delle quote della Snc viene, in gran parte, finanziato con un mutuo fondiario, erogato alla Srl dopo quasi un anno dall’operazione. Viene deliberata la fusione per incorporazione della Snc nella Srl, dalla quale emerge un disavanzo interamente imputato al maggior valore degli immobili. Ritenendo l’operazione abusiva nel suo complesso, le Entrate riqualificavano il corrispettivo della cessione, percepito dal socio, quale reddito di capitale (articolo 47 Tuir) anziché reddito diverso (articolo 67).

La Commissione regionale adita si esprime dando risalto alla legittima esigenza di garantire l’uscita di un fratello dalla compagine societarie ed il passaggio generazionale dell’impresa ai figli dell’altro fratello, quale criterio ispiratore dell’intera operazione. Inoltre, la rivalutazione delle quote societarie era avvenuta nel pieno rispetto dell’articolo 5 della 448/2001, che aveva concesso un preciso beneficio fiscale. Muovendo da queste premesse, i giudici lombardi hanno escluso l’intento abusivo ipotizzato dal fisco.

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