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17/09/2018

OBBLIGHI ANTIRICICLAGGIO E UTILIZZO DI VALUTE VIRTUALI


Con la pubblicazione della direttiva Ue 2018/843, meglio nota come V direttiva (Gazzetta ufficiale europea del 19 giugno 2018) si chiude un altro capitolo del processo di riforma della normativa antiriciclaggio, intrapreso dalla Commissione europea poco più di tre anni fa con l’emanazione della direttiva 2015/849.

In materia di valute virtuali, la cui regolamentazione per la prima volta entra nell’agenda della Commissione, la V direttiva estende gli obblighi antiriciclaggio ai prestatori di servizi la cui attività consiste nella fornitura di servizi di cambio tra valute virtuali e valute aventi corso forzoso nonché ai prestatori di servizi di portafoglio digitale, ossia a coloro che forniscono servizi di salvaguardia di chiavi crittografiche private per conto dei propri clienti, al fine di detenere, memorizzare e trasferire valute virtuali.

Viene altresì fornita una definizione di “valuta virtuale”, intesa come la rappresentazione di valore digitale che non è emessa o garantita da una banca centrale o da un ente pubblico e non necessariamente legata ad una valuta legalmente istituita, dunque, priva dello status giuridico di valuta o moneta, ma accettata da persone fisiche e giuridiche come mezzo di scambio in modalità elettronica. La nuova direttiva dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 10 gennaio 2020.

 

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