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05/11/2018

LA GIURISPRUDENZA DI LEGITTIMITÀ E RIVALUTAZIONE DELLE PARTECIPAZIONI


Con l’Ordinanza, 27 luglio 2018, n. 19955, la Suprema Corte di Cassazione ha rilevato come il contribuente che, dopo aver effettuato la rivalutazione del costo fiscale di partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati ed aver versato l’imposta sostitutiva, effettui una nuova rivalutazione sulle medesime partecipazioni alla luce della disciplina fiscale sopravvenuta più favorevole, può chiedere il rimborso dell’imposta già versata. Il diritto al rimborso, infatti, anche se non previsto espressamente dalla legge di rivalutazione ratione temporis vigente (d.lgs. n. 461 del 1997 e leggi successive sino al d.l. n. 70 del 2011) deriva dal principio generale del divieto di doppia imposizione di cui all’art. 163, TUIR.

Tuttavia, la richiesta di rimborso può avvenire nei limiti dell’imposta sostitutiva dovuta a seguito della nuova rideterminazione di valore della partecipazione sociale, dovendo la ratio di tale disciplina rinvenirsi nell’intenzione del legislatore di evitare che il contribuente possa ritrattare la scelta operata in passato.

 

concordato