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05/11/2018

LA CASSAZIONE SUL SEQUESTRO DEGLI ACCREDITI DA ILLECITO TRIBUTARIO


La suprema Corte di Cassazione con la sentenza 24 settembre 2018, n. 41104 ha precisato come in presenza di omessa dichiarazione, il sequestro diretto non possa riguardare le somme giacenti sui conti della società versate successivamente alla commissione dell’illecito tributario.

Il Gip sequestrava beni mobili ed immobili nella disponibilità di una società, del legale rappresentante e di un soggetto considerato amministratore di fatto, per il reato di omessa presentazione della dichiarazione (art. 5, d.lgs. 74/2000).

La Corte, con riguardo al sequestro, ha ricordato che secondo il principio affermato dalle Sezioni unite la confisca delle somme depositate sul conto bancario, di cui il soggetto abbia la disponibilità, deve essere qualificata come confisca diretta e in considerazione della fungibilità caratteristica del denaro, non necessita della prova del nesso di derivazione dal reato contestato. Tuttavia detto principio trova applicazione anche in senso contrario: non sono cioè sequestrabili le somme giacenti sul conto nell’ipotesi in cui si provi che non derivino in alcun modo dal reato.

In tale contesto deve essere l’indagato a provare l’estraneità al reato delle somme rinvenute sul conto perché sopraggiunte in un momento posteriore. Con riferimento, invece, al reato di omessa presentazione, la sentenza ha sottolineato preliminarmente che il comportamento rilevante ai fini penali è l’invio della dichiarazione contenente solo i dati informativi della società senza alcun riferimento numerico. Il citato reato può essere commesso da chi, secondo la legislazione fiscale, è obbligato alla relativa presentazione (rappresentante legale), con la conseguenza che il concorso nei confronti di colui che viene considerato amministratore di fatto è ipotizzabile solo in forma morale (accordo, istigazione e rafforzamento) ovvero qualora l’amministratore di diritto sia un mero prestanome. Nella specie, il giudice territoriale non aveva chiarito il ruolo dell'asserito amministratore di fatto e conseguentemente la sua responsabilità nella vicenda.

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