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28/11/2018

PROFILI FISCALI DEL TRASFERIMENTO DI SEDE DI UNA SOCIETÀ ITALIANA


Una S.r.l. italiana facente parte di un gruppo internazionale rappresenta di svolgere attività di fabbricazione e commercio di prodotti, disponendo inoltre di una stabile organizzazione in Germania, deputata alla vendita dei prodotti stessi. In virtù di un nuovo piano di sviluppo aziendale, il Gruppo intende espandere la propria presenza in Germania attraverso il trasferimento in tale nazione, nella seconda metà del 2018, della sede legale e della sede di direzione effettiva, mantenendo in Italia un ramo d’azienda quale stabile organizzazione della S.r.l. A tale scopo, la S.r.l. intende realizzare un’operazione di trasformazione transfrontaliera, da realizzarsi in continuità giuridica ai sensi degli artt. 16 c.c. e 25, co. 18, l. 218 del 1995. A seguito dell’operazione, i componenti del ramo d’azienda localizzato in Italia confluirebbero in una stabile organizzazione ivi localizzata, con effetti neutrali ai fini delle imposte sui redditi, lo Stato italiano perderebbe la propria potestà impositiva sulla filiale tedesca e si verificherebbe il realizzo al valore normale del medesimo complesso aziendale.

Ciò posto, l’istante domanda se, a seguito del trasferimento sede, il codice fiscale e la partita Iva dalla S.r.l. possano continuare ad essere utilizzati dalla stabile organizzazione italiana e se sia possibile usufruire del credito d’imposta figurativo estero di cui all’art. 179, co. 3, Tuir, ai fini della determinazione dell’importo della exit tax da calcolarsi sul plusvalore relativo alla branch tedesca. Al riguardo, l’istante prospetta una soluzione positiva ad entrambi i quesiti sottoposti.

Con la risposta n. 73 del 20 novembre 2018, l’Agenzia delle entrate ha concordato con le conclusioni prospettate dall’istante, chiarendo anzitutto che, poiché l’operazione avviene nella seconda parte dell’anno, la S.r.l. risulterà residente in Italia per tutto il 2018 e ivi sarà sottoposta a tassazione per tutti i redditi prodotti, in Italia e in Germania, nel corso di tale anno, beneficiando del credito per le imposte assolte in Germania ex art. 165 Tuir.

Ciò detto, l’Agenzia ha confermato che, a seguito del trasferimento della sede, la branch italiana potrà conservare il medesimo numero di codice fiscale e di partita Iva, presentando quindi, per l’anno 2018, un unico modello di dichiarazione Iva, un unico Modello 770, Redditi SC e dichiarazione Irap. 

L’Amministrazione finanziaria ha inoltre confermato che il credito nozionale previsto nell’ambito delle operazioni straordinarie comunitarie trova applicazione anche nel caso di trasferimento di sede di una società italiana all’estero, ai sensi dell’art. 179, co. 3, ult. periodo, Tuir.

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