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29/11/2018

LA SANZIONABILITÀ PENALE DELLE CONDOTTE DI MARKET ABUSE


La Corte Suprema di Cassazione, Sezione V Penale, con la sentenza 31 ottobre 2018, n. 49869 ha messo a disposizione una bussola per orientare il giudice di merito nell’applicazione del doppio binario penale-amministrativo per sanzionare le condotte di market abuse.

I Giudici di legittimità prendono atto dei verdetti europei e chiariscono le modalità dell’accertamento e del relativo ragguaglio tra misure penali e amministrative inflitte da Consob.

Nel caso delle manipolazioni del mercato, si assiste ad un allargamento delle valutazioni stesse che devono essere, da una parte, estese al trattamento sanzionatorio, da intendere come inclusivo anche della sanzione formalmente amministrativa e, dall’altra parte, devono investire il fatto commesso nei diversi aspetti propri dei due illeciti.

La sentenza sottolinea che una disapplicazione totale delle norme interne (in virtù del principio del ne bis in idem) è possibile solo quando la prima sanzione è, da sola, proporzionata al disvalore del fatto con riferimento anche agli interessi generali tipici della disciplina repressiva delle varie condotte di market abuse.

Si tratta però, prosegue la Cassazione, di ipotesi che devono tenere conto della “evidenziata estraneità della sanzione irrogata dall’autorità amministrativa al nucleo più incisivo del diritto sanzionatorio rappresentato dal diritto penale”.

Continua la Suprema Corte, “la disapplicazione in toto della norma sanzionatoria penale può venire in rilievo in ipotesi del tutto eccezionali, in cui la sanzione amministrativa, evidentemente attestata sui massimi edittali in rapporto a un fatto di gravità, sotto il profilo penale, affatto contenuta, risponda da sola al canone della proporzionalità nelle diverse componenti riconducibili ai 2 illeciti”.

iper ammortamento