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21/01/2019

Il trattamento fiscale dei proventi derivanti da fondi immobiliari esteri


Il trattamento fiscale dei proventi derivanti da fondi immobiliari esteri in un recente chiarimento dell’Agenzia delle Entrate

Con la risposta ad interpello n. 157 del 28 dicembre 2018 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, ai fini del computo del credito d’imposta ex art. 165, Tuir, su un provento derivante da un investimento in un fondo immobiliare estero, occorre riferirsi alla qualificazione giuridica attribuita dall’ordinamento italiano al suddetto provento.

Nel caso di specie, infatti, un ente non commerciale residente in Italia aveva investito in un fondo immobiliare estero.

Il reddito generato dal suddetto investimento aveva una determinata qualificazione giuridica all’estero, in quanto reddito in uscita, e una differente qualificazione in Italia, in quanto reddito in entrata.

Ebbene, ai fini dell’applicazione del credito d’imposta, con riferimento alla quantificazione del reddito in relazione al quale spetta il credito d’imposta, nella risoluzione 8 luglio 2013, n. 48/E è stato chiarito che la disposizione in esame prevede espressamente un confronto tra “reddito prodotto all’estero” e “reddito complessivo” e che tale operazione di confronto non può che svolgersi tra valori omogenei. Pertanto, il termine “reddito” deve essere inteso in senso tecnico, ossia come risultato dell’operazione che dal compenso percepito giunge, sulla base delle regole di determinazione previste dall’ordinamento italiano, a definire la base imponibile. Di conseguenza, per individuare l’ammontare del “reddito prodotto all’estero” dovranno applicarsi le disposizioni contenute nel Tuir.

Ne consegue che i redditi saranno tassati all’estero sulla base della qualificazione fatta in detto Stato ma andranno dichiarati in Italia sulla base della qualificazione fatta nel nostro ordinamento.

Posto che i proventi derivanti dalla partecipazione a fondi immobiliari esteri costituiscono redditi di capitale ai sensi dell’articolo 44, co. 2, lett. g), Tuir, anche per la determinazione del credito d’imposta previsto dall’articolo 165 del Tuir deve farsi riferimento alla qualificazione del reddito operata in Italia.

 

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