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18/02/2019

L’INERENZA DEI COSTI SOSTENUTI PER LA QUOTAZIONE: L'AdE SI PRONUNCIA


L’Agenzia delle entrate ha definitivamente risolto, tramite il principio di diritto n. 19, pubblicato in data 27 dicembre 2018, la questione riguardante il corretto trattamento fiscale applicabile ai costi sostenuti da una società per l’ammissione alla quotazione. A tal proposito, l’Agenzia ha infatti chiarito che i suddetti costi legati alla quotazione sono da considerarsi inerenti all’attività dell’impresa quotanda, a nulla rilevando la circostanza che l’operazione avvenga tramite OPV e, dunque, senza aumento di capitale. Depongono, in tal senso, le recenti previsioni normative di cui all’art. 1, commi da 89 a 92, della Legge di bilancio 2018, attraverso le quali è stata introdotta un’agevolazione in favore delle PMI per le attività propedeutiche ai processi di quotazione nei mercati regolamentati di uno Stato membro dell’Unione europea. A tal riguardo, occorre ricordare che l’agevolazione consiste nel riconoscimento di un credito d’imposta commisurato ai costi sostenuti dalle predette imprese in sede di quotazione. L’incentivo fiscale, sebbene riguardante le sole PMI, presuppone che gli oneri in esame concorrano alla formazione del reddito imponibile delle società. Le disposizioni di legge, nel fissare i requisiti per l’accesso al predetto credito d’imposta, non fanno riferimento alle concrete modalità in cui la quotazione dovrebbe realizzarsi (i.e.: OPS ovvero OPV). Da ultimo, sottolinea l’Agenzia, resta, comunque, impregiudicato ogni potere di controllo dell’amministrazione finanziaria volto a verificare la sussistenza dei presupposti di applicabilità dell’art. 110, comma 7°, del Tuir, in relazione alla configurabilità di servizi forniti a beneficio dei propri soci in occasione della quotazione da parte della società quotanda.

 

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