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22/03/2019

PATTEGGIAMENTO PER I REATI DI DICHIARAZIONE INFEDELE E MANCATA ESTINZIONE DEL DEBITO TRIBUTARIO


La giurisprudenza  sulla legittimità del patteggiamento della pena per i reati di dichiarazione infedele in caso di mancata estinzione del debito tributario

La Corte di Cassazione, terza sezione penale, con la sentenza 12 marzo 2019, n. 10800 ha riconosciuto legittimo il patteggiamento della pena per i reati di dichiarazione infedele, omessa presentazione e occultamento di scritture contabili anche senza aver estinto il debito tributario.

Il caso di specie vedeva un imprenditore imputato di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi e dell’IVA e di occultamento di scritture contabili. Il tribunale, previo consenso del PM, lo ammetteva al patteggiamento, ma avverso tale decisione la procura generale proponeva appello per Cassazione lamentando l’inosservanza dell’articolo 13-bis del decreto legislativo 74/2000 (in base al quale l’applicazione della pena concordata ai sensi dell’articolo 444 del Codice di procedura penale può essere chiesta dalle parti solo dopo l’estinzione dei debiti tributari con il pagamento delle sanzioni amministrative e degli interessi, anche a seguito delle speciali procedure conciliative e di adesione all’accertamento).

Non venendo a realizzarsi la condizione necessaria dell’estinzione del debito, il P.M. non avrebbe dovuto prestare il proprio consenso al patteggiamento, fermo restando che il Tribunale avrebbe dovuto, d’ufficio, verificare la ritualità della richiesta del rito alternativo.

Per i giudici di legittimità, tuttavia, posto che la condizione per accedere al patteggiamento, per i reati tributari è costituita dal preventivo e integrale pagamento del debito, delle sanzioni e degli interessi, nonché dal ravvedimento operoso, la regola generale, prevista dall’articolo 13-bis del D.lgs. n. 74/2000, sconta alcune eccezioni e, segnatamente, la possibilità comunque di usufruire della causa di non punibilità in caso di integrale pagamento del debito. Si tratta in particolare dei seguenti illeciti:

-           omesso versamento delle ritenute, dell’IVA e indebita compensazione di crediti di imposta spettanti, nell’ipotesi in cui il pagamento avvenga entro l’apertura del dibattimento;

-           omessa presentazione della dichiarazione ovvero presentazione infedele se il debito tributario, a seguito del ravvedimento operoso o della presentazione della dichiarazione omessa sia avvenuto entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, e tali adempimenti siano intervenuti prima che l’autore del reato abbia avuto formale conoscenza di controlli, attività di accertamento o procedimenti penali.

Nonostante, invero, in passato la Cassazione (si veda Cass., sent. n. 38684/2018) aveva correttamente ritenuto che per i reati di omesso versamento non valeva, ai fini del patteggiamento, la previsione dell’integrale pagamento del debito in quanto, ove fosse avvenuto, l’imputato conseguiva la non punibilità, con la sentenza dello scorso 12 marzo i giudici, estendono tale principio anche ai delitti di omessa presentazione e dichiarazione infedele e quindi il pagamento dei tributi derivanti dalla commissione di tali reati, poiché fa conseguire la non punibilità, non può essere richiesto come condizione per il patteggiamento.

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