News

22/03/2019

NOVITÀ IN TEMA DI SEGREGAZIONE PATRIMONIALE E VINCOLI DI DESTINAZIONE


Novità giurisprudenziali in tema di segregazione patrimoniale e vincoli di destinazione

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza 18 gennaio 2019, n. 1260 ha stabilito come il vincolo di destinazione ex articolo 2645-ter c.c. costituito da una s.r.l. anteriormente al deposito del ricorso per concordato preventivo è meritevole di tutela, qualora sia finalizzato a consentire la soddisfazione proporzionale dei creditori non muniti di cause di prelazione.

Nella specie, la controversia trae origine da un’opposizione avverso un decreto ingiuntivo, finalizzata anche ad ottenere la declaratoria di invalidità dell’ipoteca giudiziale iscritta su un’immobile della società debitrice, che veniva sottoposto, prima del summenzionato diritto reale di garanzia, ad un vincolo di destinazione ai sensi dell’articolo 2645-ter c.c.

È opportuno specificare che la segregazione patrimoniale ottenuta col vincolo in esame era finalizzata a garantire i creditori della debitrice che non avevano una causa legittima di prelazione.

Essa, inoltre, dopo la costituzione del vincolo, aveva iniziato una procedura di concordato preventivo ai sensi dell’articolo 167, R.D. n. 267/1942. Dopo l’esito infausto dei giudizi di primo e secondo grado, la debitrice decideva di proporre ricorso in Cassazione ove, fra i vari motivi addotti a sostegno del gravame, meritano particolare attenzione le doglianze attinenti al contrasto fra l’ipoteca e il vincolo di destinazione.

In primo luogo, la ricorrente aveva eccepito la violazione del principio della domanda da parte del giudice di seconde cure, ove la Corte d’Appello aveva rigettato la domanda attinente alla cancellazione dell’ipoteca, ritenendola subordinata all’accoglimento di quella attinente alla dichiarazione di invalidità del decreto ingiuntivo. La ricorrente, invece, aveva sollevato la richiesta in via autonoma ed in forza di un presupposto completamente slegato rispetto alla sorte del decreto ingiuntivo, cioè in base alla sussistenza anteriore del vincolo di destinazione.

La Suprema Corte ha censurato la sentenza oggetto dell’impugnazione, evidenziando come quest’ultima, nonostante la questione della prevalenza del vincolo di destinazione sull’ipoteca fosse stata espressamente riproposta con l’atto di appello, avesse illegittimamente ritenuto inammissibile la censura perché disancorata dalle conclusioni dell’atto introduttivo, unicamente rivolte all’accertamento dell’invalidità o dell’inefficacia ab origine del provvedimento monitorio.

Evidenziando, dunque, l’esistenza di una violazione dell’articolo 112, c.p.c.

In secondo luogo, la società debitrice ha lamentato che il giudice di secondo grado avrebbe dovuto valutare la questione della anteriorità della trascrizione del vincolo di destinazione sull’immobile, essendo questa una problematica sostanzialmente decisiva per la risoluzione della controversia.

La Corte di Cassazione, nel prendere in considerazione la vexata quaestio, si è espressa sulla compatibilità della presente operazione con il requisito della meritevolezza dell’interesse sotteso al vincolo di destinazione, condizione richiesta dal citato articolo 2645-ter c.c.

Secondo i Supremi Giudici, “deve ritenersi meritevole di tutela il fine perseguito dall’impresa che, anteriormente al deposito del ricorso per concordato preventivo, costituisca sul patrimonio un vincolo di destinazione ex art. 2645 ter cod. civ. al fine di consentire la soddisfazione proporzionale dei creditori non muniti di cause di prelazione. Detta iniziativa consente, infatti, la conoscibilità dello stato di crisi e preserva il patrimonio da eventuali atti di distrazione o da iniziative destinate ad avvantaggiare solo alcuni creditori in pregiudizio degli altri”.