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10/05/2019

L’Agenzia delle Entrate sull’onere della prova delle cessioni intracomunitarie


L’Agenzia delle Entrate sull’onere della prova delle cessioni intracomunitarie

Con la risposta ad interpello n. 100 dell’8 aprile 2019 l’Agenzia delle Entrate ha fornito utili indicazioni in merito all’onere della prova che l’operatore deve fornire circa l’effettività di un trasporto effettuato dall’Italia presso un altro Stato membro dell’UE, al fine di usufruire del trattamento fiscale (non imponibilità) previsto per le cessioni di beni intracomunitarie ex art. 41, d.l. 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427.

Ebbene, premesso che la legge nazionale non contiene una specifica previsione in merito ai documenti che il cedente deve conservare ed eventualmente esibire in caso di controllo per provare l’avvenuto trasferimento del bene in un altro Stato comunitario, l’Agenzia delle Entrate, richiamando precedenti propri documenti di prassi sul punto (risoluzioni n. 345/E del 28 novembre 2007, n. 477/E del 15 dicembre 2008 e n. 19/E del 25 marzo 2013), ha precisato che costituiscono prove idonee: i) i documenti da cui risultino i soggetti coinvolti (ovvero cedente, vettore e cessionario) e tutti i dati utili a definire l’operazione a cui si riferiscono; ii) le relative fatture di vendita, la documentazione bancaria attestante le somme riscosse in relazione alle precedenti cessioni, la documentazione relativa agli impegni contrattuali assunti e gli elenchi Intrastat.

 

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