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05/07/2017

CARTOLARIZZAZIONE E IMPOSIZIONE INDIRETTA


Operazioni di cartolarizzazione e imposizione indiretta

La Direzione Centrale Normativa dell’Agenzia delle entrate ha di recente fornito un interessante parere in risposta ad un quesito sottopostole dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI) con la Consulenza giuridica n. 954-19/2017.

Nel dettaglio, l’ABI chiedeva di conoscere il corretto trattamento da applicare, ai fini delle imposte indirette, ai patrimoni separati costituiti a seguito delle operazioni di cartolarizzazione, rilevando che alcune recenti sentenze di legittimità avevano affermato, seppur nel contesto di giudizi relativi alla costituzione di trusts, che il d.l. 3 ottobre 2006, n. 262, mediante il quale è stata (re)introdotta nel nostro ordinamento l’imposta sulle successioni e donazioni, ha contemplato, in realtà, una nuova imposta, che trova applicazione per la costituzione dei vincoli di destinazione. Aderendo a tale interpretazione, pertanto, l’imposta sarebbe dovuta indipendentemente dal trasferimento del patrimonio, bensì solo in ragione della mera apposizione del vincolo su di esso. Tuttavia, faceva presente l’istante, un’ulteriore recente pronuncia di legittimità, diversamente rispetto ai precedenti, ha ritenuto che in assenza di un trasferimento di beni o di ricchezza, il presupposto impositivo dell’imposta sulle successioni e donazioni, nonché delle imposte ipotecaria e catastale, non risulta soddisfatto.

A parere dell’ABI, le operazioni di costituzione dei patrimoni separati o destinati, poste in essere nell’ambito delle operazioni di cartolarizzazione, al pari di tutte le altre tipologie di patrimoni separati ad essi assimilabili, devono, al contrario, essere considerate come fattispecie del tutto estranee all’ambito di applicazione dell’imposta sulle successioni e donazioni.

Ebbene, l’Amministrazione finanziaria ha espresso un’opinione del tutto conforme a quanto affermato dalla Suprema Corte, da ultimo, nella sentenza n. 21614 del 2016, precisando anzitutto che la confluenza di determinati beni all’interno di un patrimonio separato, che consegue all’apposizione di un vincolo di destinazione sugli stessi, non necessariamente comporta il trasferimento della proprietà di tali beni. Tuttavia, precisa l’Agenzia «le diverse modalità (traslativa e non) con cui l’effetto segregativo viene conseguito rilevano (…) ai fini dell’applicazione delle imposte indirette» e, con particolare riferimento all’imposta sulle successioni e donazioni, tale circostanza impone di verificare, volta per volta, gli effetti giuridici che la costituzione di un vincolo di destinazione produce, al fine di escludere l’applicazione dell’imposta qualora il vincolo di destinazione sia costituito senza trasferimento di beni.

Tanto premesso, l’Agenzia ha richiamato una recente sentenza di legittimità mediante la quale la Suprema Corte, soffermandosi sul disposto di cui all’art. 3, l. n. 130 del 1999, ha chiarito che “per espressa disposizione di legge (L. n. 130 del 1999, articolo 3, comma 2) i crediti che formano oggetto di ciascuna operazione di cartolarizzazione costituiscono patrimonio separato, ad ogni effetto, rispetto a quello della S.V.P. e rispetto a quello relativo ad altre operazioni di cartolarizzazione. Detto patrimonio, come espressamente previsto dalla L. n. 130 del 1999, art. 1, comma 1, lett. b) è a destinazione vincolata, in via esclusiva, al soddisfacimento dei diritti incorporati nei titoli emessi per finanziare l’acquisto dei crediti, nonché al pagamento dei costi dell’operazione”.

Ne consegue, afferma l’Agenzia delle entrate condividendo l’orientamento sostenuto dall’ABI, che «In tale ipotesi, la confluenza dei beni in un patrimonio separato a destinazione vincolata non comporta, dunque, il trasferimento della proprietà dei beni stessi, che rimangono nella titolarità della società veicolo e, pertanto, la costituzione del predetto vincolo, ai sensi dell’articolo 3 della legge n. 130 del 1999, non rileva ai fini dell’applicazione dell’imposta sulle successioni e donazioni». Inoltre, conclude l’Amministrazione finanziaria, considerato che, nell’ambito delle operazioni di cartolarizzazione la costituzione del vincolo si realizza esclusivamente in virtù di una disposizione di legge e non viene, al contrario, formalizzata tramite un atto pubblico o una scrittura privata autenticata, nemmeno può realizzarsi il presupposto per l’applicazione dell’imposta di registro. 

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