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05/07/2017

NUOVO BILANCIO D’ESERCIZIO DELLE IMPRESE OIC


Il nuovo bilancio d’esercizio delle imprese OIC. I chiarimenti di Assonime

Con la recente Circolare n. 17 del 21 giugno 2017, Assonime ha fornito importanti chiarimenti in merito ai profili civilistici e agli aspetti fiscali conseguenti all’introduzione della nuova disciplina in tema di in tema di redazione del bilancio di esercizio delle società IAS/IFRS adopters.

Il documento si sofferma in modo particolarmente approfondito su quello che è definito quale “elemento portante dell’intervento legislativo”, ai fini dell’Ires, ovvero sull’estensione del principio di derivazione rafforzata dalle risultanze del bilancio anche ai soggetti che adottano i principi contabili nazionali.

In particolare, Assonime precisa, alla luce delle novità legislative, che le regole fondamentali che circoscrivono la rilevanza fiscale delle rappresentazioni di bilancio debbano essere le medesime tanto per le imprese IAS quanto per le imprese OIC, specie con riferimento a quanto previsto dall’art. 2 del d.m. n. 48 del 2009, secondo cui, nonostante la derivazione rafforzata, conservano una valenza preminente quelle disposizioni del Tuir che, pur partendo dalla rappresentazione di bilancio, derogano alla diretta rilevanza dei componenti reddituali iscritti a conto economico per motivi meramente fiscali. Ne consegue, prosegue l’associazione, che anche per le imprese OIC, debbano conservare una valenza preminente le disposizioni che limitano, ad esempio, la deducibilità di ammortamenti, accantonamenti e rettifiche di valore, che stabiliscono che taluni proventi od oneri rilevino secondo il principio di cassa, ecc.

Altro principio cardine che dovrebbe conservare una sua valenza anche per le imprese OIC, inoltre, è quello che attiene al rapporto tra gli atti valutativi e le qualificazioni di bilancio conformi al principio della prevalenza della sostanza sulla forma. In particolare, occorre distinguere le valutazioni che sono propedeutiche alle qualificazioni, ossia all’identificazione della natura dell’operazione da rappresentare in bilancio, dalle valutazioni che sono compiute in modo indipendente dalle qualificazioni di bilancio e che si innestano quindi su un fatto gestionale rappresentato già in base alla sua sostanza economica. Infatti, mentre nel primo caso gli atti valutativi conformi alla corretta applicazione dei principi contabili assumono diretta rilevanza fiscale, perché parte integrante delle qualificazioni, nel secondo caso operano a pieno le regole fiscali che circoscrivono la deduzione/tassazione delle componenti valutative. Motivi logico sistematici inducono a ritenere che questo criterio guida possa essere seguito anche in sede di applicazione del principio di derivazione dal bilancio OIC.

Dovrebbero inoltre considerarsi superate, anche per le imprese non IAS-adopters, le regole di imputazione temporale contemplate nell’art. 109, co. 1 e 2, Tuir, che fanno dipendere la collocazione di un costo/ricavo in funzione del trasferimento della proprietà in senso formale in quanto il loro mantenimento sarebbe inconciliabile con il recepimento fiscale dei criteri di imputazione temporale dei nuovi OIC, che invece fanno riferimento al trasferimento dei rischi e benefici.

Infine, secondo Assonime, è corretto ritenere che le previsioni dei c.d. decreti IAS (cfr. d.m. n. 48/2009 e d.m. 8 giugno 2011) che “disattivano” il principio di derivazione rafforzata valgano anche per i soggetti OIC. Il riferimento è, in particolare, alle regole in tema di titoli partecipativi e di ritenute o crediti d’imposta.  

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