Attualità

24/10/2016

L' AdE su dichiarazioni sbagliate o tardive


L’ Agenzia delle entrate ha diramato una circolare (n. 42/E del 12-10-2016) con la quale ha fornito una serie di chiarimenti, soprattutto in relazione agli aspetti sanzionatori, in presenza di dichiarazioni integrative o di dichiarazioni presentate in ritardo.

Il documento è diviso in due parti: nella prima si esaminano le violazioni commesse entro novanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione delle dichiarazioni, mentre nella seconda si affrontano le violazioni commesse dopo il decorso dei novanta giorni.

A)   Violazioni commesse nei novanta giorni dalla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione.

Il caso riguarda innanzitutto la dichiarazione integrativa che corregge errori od omissioni di una precedente denuncia prodotta nei termini, con l’ulteriore distinzione fra errori non rilevabili in sede di controllo automatizzato o formale ed errori rilevabili. Nel primo caso (errori non rilevabili), si applica la sanzione amministrativa, prevista dall’art. 8 del D. Lgs. 471/97, da 250 a 2.000 euro; se l’omissione riguarda i dividendi o le plusvalenze relative a partecipazioni in società estere ubicate in Paesi a fiscalità privilegiata la sanzione è pari al 10 per cento dei redditi non dichiarati, con un minimo di 1.000 euro. Rimane ferma l’applicabilità di sanzioni per il ritardato versamento di imposte (30%). Nel secondo caso (errori rilevabili), l’unico effetto sanzionatorio è quello legato all’omesso versamento. Nell’ipotesi di dichiarazione tardiva (non integrativa) è stabilita l’irrogazione di una sanzione in misura fissa (250 euro), salva sempre l’applicazione della sanzione per ritardato versamento. Tutte le sanzioni sopra indicate rappresentano la base di commisurazione per avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso.

B)   Violazioni commesse dopo il decorso di novanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione.

Anche in questa sede (dichiarazione integrativa di una denuncia presentata nei termini) rileva la distinzione tra errori non rilevabili mediante il controllo automatizzato o formale ed errori rilevabili. La prima ipotesi (errori non rilevabili) integra la violazione di infedele dichiarazione per la quale è stabilita una sanzione compresa tra il novanta ed il centoottanta per cento della maggiore imposta dovuta, oltre ovviamente alla sanzione relativa al ritardato versamento. Nella seconda ipotesi (errori rilevabili), l’unica sanzione applicabile riguarda l’omesso versamento. Tutte le sanzioni predette possono essere ridotte ricorrendo al ravvedimento operoso. In caso di dichiarazione omessa, la sanzione è compresa tra il centoventi e il duecentoquaranta per cento del tributo dovuto.  Se la dichiarazione omessa è prodotta entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, la sanzione è ridotta alla metà (dal sessanta al centoventi per cento). Le sanzioni relative alla dichiarazione omessa non sono ravvedibili.

 

Infine, a proposito del ravvedimento operoso, l’Agenzia ha riconosciuto la possibilità di corrispondere la sanzione ridotta in data successiva al versamento della maggior imposta dovuta e dei relativi interessi, precisando che “il momento rilevante per valutare la riduzione sanzionatoria da ravvedimento…in concreto applicabile è quello in cui la sanzione viene regolarizzata, ossia quando la stessa viene versata”.

tax_time-980x380