Attualità

15/01/2018

Il MiSe esclude i marchi dal Patent Box


 In data 28 novembre 2017 il Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha adottato un decreto ministeriale volto a “revisionare” il regime opzionale di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo di taluni beni immateriali, il c.d. Patent Box, dando definitiva attuazione alla disposizione contenuta nell’art. 56, co. 4, d.l. 24 aprile 2017, n. 50, conv. con mod. dalla l. 21 giugno 2017, n. 96, che ha provveduto ad eliminare il riferimento ai marchi d’impresa.

Il predetto decreto, che sostituisce il d.m. 30 luglio 2015, è volto ad adeguare la disciplina nazionale in materia alle linee guida espresse in sede OCSE per il tramite del Rapporto finale sull’Azione 5 del progetto OCSE/G20 Base Erosion and Profit Shifting (paragrafi da 34 a 38), che individua gli intangibles ammissibili al regime agevolato.

Nel dettaglio, il d.m. 28 novembre 2017 ha anzitutto eliminato i marchi d’impresa dall’alveo dei beni immateriali agevolabili, in tal modo realizzando un restringimento dell’ambito oggettivo di applicazione del beneficio, ma introducendo altresì specifiche disposizioni di coordinamento al fine di regolamentare la predetta soppressione e di disciplinare il periodo transitorio (c.d. grandfathering), salvaguardando le opzioni esercitate in precedenza sui marchi. In particolare, è previsto che tali opzioni mantengano la loro efficacia per cinque anni (ma non oltre il 30 giugno 2021), ma senza possibilità di essere ulteriormente rinnovate alla scadenza.

L’art. 14 del decreto, infine, regolamenta, con riferimento ai marchi d’impresa, lo scambio d’informazioni con i Paesi terzi, membri dell’Inclusive Framework on BEPS, con i quali è in vigore uno strumento giuridico internazionale che consente tale scambio.

 

PATENT BOX