Attualità

18/01/2018

STABILE ORGANIZZAZIONE E RAPPRESENTANZA DIRETTA

Nuovi orientamenti


Nuovi orientamenti sul concetto di stabile organizzazione in presenza di rappresentanza diretta

La Commissione Tributaria Regionale di Milano, con la sentenza 23 novembre 2017, n. 4871, riconosce che, ai fini della presunzione dell’esistenza in Italia di una stabile organizzazione personale, non basta che la casa madre imponga all’agente direttive stringenti sulla propria capacità operativa.

La vicenda trae origine dal rapporto tra una società di diritto inglese ed una srl italiana, contrattualmente formalizzato, avente ad oggetto la fornitura – in Italia - di servizi di gestione e di vendita di software prodotti dalla referente straniera. Dalla lettura della sentenza, le due società risulterebbero non avere alcun collegamento partecipativo.

L’agenzia delle Entrate, sulla base di una serie di presunzioni qualificate, ha identificato nella srl italiana l’esistenza di una stabile organizzazione straniera. Si tratterebbe, in particolare, di una “stabile organizzazione personale”, identificando la persona in predicato in uno specifico dipendente della stessa srl italiana.

La CTR osserva come il contratto in essere tra le parti non preveda formalmente alcuna rappresentanza diretta, ed anzi sussisterebbe un espresso divieto, a carico della srl italiana, di concludere contratti in nome e per conto della referente inglese. Il fatto quindi che il dipendente della srl, nell’ambito dei rapporti commerciali, facesse diretto riferimento alla società straniera, non è stato ritenuto elemento degno di nota.

Circa le asserite forti limitazioni contrattuali a carico della società-agente italiana, la CTR, richiamando ancora i requisiti formali del contratto, rileva che c’è una previsione specifica secondo cui la srl può agire in piena discrezione per quanto riguarda modalità e mezzi con i quali eseguire i servizi.

In merito all’obbligo di reporting, la CTR ha convenuto con la tesi della contribuente, secondo cui l’obbligo in questione risulterebbe del tutto usuale nei rapporti di questo tipo, trattandosi di un normale adempimento da parte di un prestatore di servizi che ritrae, dalla corretta esecuzione di questi ultimi, i compensi per la propria attività.

 

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