Attualità

12/07/2018

IL PASSAPORTO DEL FONDO NON PUÒ INFLUENZARE IL REGIME FISCALE


Con la sentenza “Fidelity” (causa C-480/16) pubblicata lo scorso 21 giugno 2018, la Corte Ue ha confermato l’incompatibilità con le libertà fondamentali europee delle legislazioni statali che prevedano regimi fiscali differenziati per i dividendi distribuiti ai fondi d’investimento a seconda che questi siano stabiliti nello Stato di provenienza dei dividendi o in altri Stati.

Per la Corte tale differenziazione – nella specie tra il regime di ritenuta applicabile ai dividendi distribuiti da una società danese a un fondo danese e fondi inglesi/lussemburghesi – viola la libera circolazione dei capitali.

La Corte approfondisce la possibile giustificazione del diverso trattamento alla luce della necessità di preservare la coerenza del sistema fiscale e censura la normativa danese ritenendo che l’obiettivo di coerenza avrebbe potuto essere raggiunto con modalità meno gravose.

Quanto al nostro ordinamento, va rilevato che nel regime successivo al D.L. n. 225/2010 i dividendi distribuiti da società italiane a fondi d’investimento italiani non risultano assoggettati ad alcuna ritenuta (né a tassazione in capo ai fondi, esenti da Ires), mentre i dividendi distribuiti a fondi d’investimento esteri scontano la ritenuta del 26% (o con l’aliquota ridotta di cui alla convenzione internazionale applicabile).

ue2