Attualità

12/07/2018

DAL CONFINE REGOLE PER LA TASSAZIONE DEI BITCOIN


In materia di criptovalute la Svizzera, dopo aver regolamentato le Initial coin offering o ICO, rappresenta il territorio più adatto per gli investitori e le aziende. I contribuenti elvetici sono, infatti, già oggi in grado di conoscere in anticipo e con certezza a quali modalità verranno sottoposte le loro operazioni riguardanti valute virtuali.

Invero, in attesa di una normativa generale di matrice federale, i singoli Cantoni si sono adoperati con documenti di prassi ad organizzare la divisione della contribuzione.

Si pensi al caso del Canton Ticino, dove l’amministrazione finanziaria locale ha considerato le criptovalute come delle vere e proprie valute estere. Ne deriva una serie di conseguenze a cascata. Infatti, le criptovalute saranno sottoposte all’imposta sulla sostanza in Svizzera (una sorta di imposta patrimoniale, in Ticino pari allo 0,65%). Dovranno, poi, essere inserite nella dichiarazione dei redditi dei residenti svizzeri come elementi della sostanza mobiliare.

Per facilitare il compito dei contribuenti gli uffici finanziari cantonali indicano anche degli strumenti di consultazione sui cambi. Per il Bitcoin, il tasso di cambio è consultabile sul listino dei corsi ufficiali dell’amministrazione federale. Per le altre criptovalute, potranno essere utilizzate in dichiarazione le conversioni espresse generalmente nelle principali valute al momento della fine del periodo fiscale, calcolando il relativo controvalore in franchi svizzeri.

Per quanto riguarda le disponibilità in criptovalute detenute da imprese commerciali a fronte del pagamento di vendite di merce o prestazioni di servizi derivanti dall’esercizio di un’impresa commerciale, industriale, artigianale, agricola o forestale, da una libera professione o da ogni attività lucrativa indipendente, le autorità fiscali cantonali richiamano i princìpi di valutazione e di presentazione regolare dei conti. Quindi, la valutazione delle criptovalute detenute dalle imprese tassabili in Svizzera dovrà essere effettuata al valore contabile fiscale.

Relativamente ai pagamenti ricevuti in criptovaluta, questa operazione fiscalmente è da considerare come un reddito in valuta estera, da convertire in franchi svizzeri. In questo caso, il controvalore in franchi della criptovaluta deve essere riportato nella dichiarazione dei redditi.

Riguardo alle imposte dirette, secondo l’amministrazione delle contribuzioni, l’acquisto e la vendita delle criptovalute è da considerarsi un’operazione fiscalmente assimilata a una transazione di valuta tradizionale, appartenente alla sostanza privata del contribuente, quindi non tassabile. In territorio elvetico, per le persone fisiche gli utili o le perdite che ne derivano rappresentano infatti degli utili in capitale non imponibili o delle perdite in capitale non deducibili.

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