Attualità

12/07/2018

NUOVE REGOLE IN MATERIA DI ZONE ECONOMICHE SPECIALI (ZES)


È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 26 febbraio 2018, il DPCM 25 gennaio 2018, n. 12 in materia di regolamentazione delle Zone Economiche Speciali (ZES) che include i criteri per beneficiare, oltre che delle agevolazioni di natura amministrativa e procedurale, anche del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno (bonus Sud).

L’istituzione delle Zone economiche speciali è stata prevista dal c.d. “decreto Sud” dello scorso anno (articoli 4 e 5, Dl 91/2017, convertito, con modificazioni, dalla legge 123/2017), per favorire, in alcune aree del Paese, la creazione di condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi, finalizzate allo sviluppo delle imprese già operanti, nonché all’insediamento di nuove realtà imprenditoriali.

Secondo quanto espressamente previsto dal legislatore, per Zes si intende “una zona geograficamente delimitata e chiaramente identificata, situata entro i confini dello Stato, costituita anche da aree non territorialmente adiacenti, purché presentino un nesso economico funzionale, e che comprenda almeno un'area portuale” (avente le caratteristiche stabilite dal regolamento (Ue) n. 1315 dell’11 dicembre 2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, sugli orientamenti dell’Unione per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T).

Le proposte di istituzione di una Zes possono essere presentate dalle Regioni meno sviluppate e in transizione, come individuate dalla normativa europea, ammissibili alle deroghe previste in materia di disciplina degli aiuti di Stato (ex articolo 107, TFUE).

Ciascuna Regione interessata può presentare una proposta di istituzione di una Zes nel proprio territorio, o al massimo due proposte ove siano presenti più aree portuali che abbiano le caratteristiche richieste.

Le Regioni che non posseggono aree portuali aventi tali caratteristiche possono presentare istanza di istituzione di una Zes solo in forma associativa, qualora contigue, o in associazione con un'area portuale avente le necessarie caratteristiche (Zes interregionali).

A favore delle nuove imprese e di quelle già esistenti, che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti di natura incrementale nell’ambito della Zes, sono riconosciute agevolazioni e semplificazioni di carattere amministrativo, nonché uno specifico beneficio fiscale.

Infatti, per tali imprese, in relazione agli investimenti effettuati nelle Zes, il c.d. “bonus Sud” (credito d'imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno - articolo 1, commi da 98 a 108, legge 208/2015 - vedi “Investimenti nel Mezzogiorno: modifiche al credito d’imposta” e “Bonus investimenti al Sud: approvato il nuovo modello”) è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti entro il 31 dicembre 2020 (in luogo del termine generale del 31 dicembre 2019) nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 50 milioni di euro.

Il credito d’imposta è concesso nel rispetto di tutte le condizioni previste dalla disciplina europea sugli aiuti di stato compatibili con il mercato interno.

Per il riconoscimento delle agevolazioni (ed è questa la vera novità), le imprese beneficiarie devono mantenere la loro attività nella Zes per almeno sette anni dopo il completamento dell’investimento oggetto delle agevolazioni, pena la revoca dei benefici concessi e goduti non devono essere in stato di liquidazione o di scioglimento.

 

 

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