Attualità

29/08/2018

IMPOSTA DI REGISTRO E NEGOZIO GIURIDICO ESENTE DA IVA


Con la sentenza n. 3309/2018, la XVI Sezione della Commissione tributaria provinciale di Milano ha stabilito che il decreto ingiuntivo ottenuto dal creditore per inadempienza contrattuale e consistente nella condanna alla restituzione di parte di una somma versata, a titolo di acconto-prezzo per l’acquisto di una partecipazione, è da tassare con imposta di registro in misura fissa, in ossequio al principio di alternatività registro/Iva, qualora l’atto iniziale abbia ad oggetto la vendita di una partecipazione tra due soggetti Iva, anche se l’operazione è in regime di esenzione dall’imposta sul valore aggiunto.

Nel caso di specie la controversia aveva ad oggetto l’impugnazione da parte di una società per azioni di un avviso di liquidazione dell’imposta di registro che traeva origine dalla richiesta di decreto ingiuntivo al Tribunale di Milano con il quale la società chiedeva la condanna al pagamento di una somma corrispondente alla restituzione dell’acconto versato per la compravendita di una partecipazione societaria (negozio tra due soggetti Iva).

A fronte del mancato pagamento dell’obbligazione principale, la ricorrente chiedeva al Tribunale di Milano l’emissione di un decreto ingiuntivo, concesso dal Tribunale, da cui scaturiva l’avviso di liquidazione dell’imposta di registro oggetto della controversia. La società ricorrente sosteneva l’applicazione dell’imposta in misura fissa ritenendo che l’atto impugnato fosse illegittimo perché pretendeva un pagamento dell’imposta di registro nonostante il decreto ingiuntivo riguardasse la condanna al pagamento di somme fuori campo Iva, risultando ulteriormente violato l’articolo 40 del Testo unico registro ovvero il principio dell’alternatività Iva/registro.

Per la Ctp Milano l’atto sottoposto a tassazione “altro non è che la condanna alla restituzione di parte di una somma versata a titolo di acconto-prezzo per l’acquisto di una partecipazione”, senza quindi alcuna manifestazione di ricchezza o di capacità contributiva ma esclusivamente la presa d’atto del venir meno dell’oggetto di un accordo contrattualizzato. I giudici milanesi accolgono l’eccezione di parte ricorrente sulla violazione del principio di alternatività Iva/registro in quanto il decreto ingiuntivo ha comportato la restituzione di un acconto-prezzo rientrante nell’ambito dell’applicazione dell’Iva, per cui l’atto in sé è soggetto all’imposta di registro in misura fissa in quanto l’atto iniziale aveva ad oggetto la vendita di una partecipazione tra due soggetti Iva e, per quanto in regime di esenzione, comunque rientrante nell’ambito di applicazione dell’imposta.

 

 

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