Attualità

10/10/2018

Il CONCORDATO CON CONTINUITÀ “ESTERNA”


Nel caso di procedure concorsuali di concordato con continuità “esterna” – nelle quali la continuazione dell’attività aziendale è operata da un terzo e non direttamente dal debitore – le sopravvenienze attive derivanti dallo stralcio dei debiti sono, ai sensi dell’art. 88, co. 4-ter, Tuir, detassate totalmente (alla stregua di quanto avviene nell’ambito dei concordati preventivi liquidatori).

Questo l’importante chiarimento fornito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze a fronte di un’interrogazione parlamentare.

Premesso che l’art. 88, co. 4-ter, Tuir, distingue il trattamento delle riduzioni di debito tra le procedure di concordato preventivo liquidatorio (con detassazione integrale della sopravvenienza) e le procedure di “concordato di risanamento” (con detassazione limitata), si trattava di comprendere all’interno di quale delle succitate categorie andasse ricondotta la fattispecie di concordato con continuità “esterna”.

Ebbene, posto che nel caso di concordato con continuità “esterna” l’imprenditore cessa di essere tale, tale fattispecie di concordato va ricondotta sicuramente nell’ambito dei concordati liquidatori e, pertanto, le eventuali sopravvenienze saranno integralmente detassate, dal momento che non potrà verificarsi quell’utilizzo futuro delle perdite pregresse che la norma vuole scongiurare.

 

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