Attualità

25/10/2018

START UP, IL RIPORTO DELLE PERDITE DA FUSIONE


Con il principio di diritto n. 6 del 15 ottobre 2018, l’Agenzia delle entrate ha fornito interessanti osservazioni riguardo al commercio delle c.d. “bare fiscali”, fenomeno che ha condizionato il riporto delle perdite ante fusione al rispetto di determinati parametri qualitativi e quantitativi in capo alle società cui le perdite si riferiscono, tra cui il c.d. “test di vitalità”.

Come noto, scopo precipuo del test è di verificare che la società fusa o incorporata non sia stata volutamente depotenziata nel periodo precedente alla fusione.

Ebbene, nel caso analizzato dall’Agenzia, le perdite della società incorporata, di cui si chiedeva il riporto, erano il frutto di costi sostenuti nell’esercizio dell’ordinaria attività di gestione di una impresa neo costituita, la quale non aveva ancora ottenuto le autorizzazioni necessarie per lo sviluppo del proprio core business, e non la conseguenza di un’attività di “svuotamento” o “depotenziamento” di una bara fiscale.

In tal senso, come chiarito dalla Risoluzione n. 337/E/2002, il fatto stesso che la società che intende riportare le perdite sia sorta nell’esercizio sociale precedente a quello di delibera della fusione, rende di per sé difficile presumerne il depotenziamento a fini elusivi.

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