Attualità

05/11/2018

GIURISPRUDENZA DI LEGITTIMITÀ IN MATERIA DI ACCERTAMENTI BANCARI


La Suprema Corte di Cassazione con l’Ordinanza, 26 giugno 2018, n. 17156 ha ribadito che i prelevamenti e i versamenti operati sui conti correnti personali di soggetti legati all’imprenditore da rapporti familiari o da particolari rapporti contrattuali possono essere riferiti all’imprenditore-contribuente al fine di determinare i maggiori ricavi non dichiarati, salvo che lo stesso fornisca indicazioni sulle somme prelevate o versate e disponga di proventi diversi o ulteriori rispetto a quelli derivanti dalla gestione dell’attività imprenditoriale.

I giudici di legittimità, inoltre, hanno precisato come, nel caso in cui l’accertamento abbia ad oggetto le imposte dirette, la presunzione legale relativa possa essere superata anche attraverso presunzioni semplici, da sottoporre a verifica da parte del giudice. Questi è tenuto a individuare analiticamente i fatti noti dai quali dedurre quelli ignoti, correlando ogni indizio (purché grave, preciso e concordante) ai movimenti bancari contestati, il cui significato deve essere apprezzato nei tempi, nell’ammontare e nel contesto complessivo.

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