Attualità

28/11/2018

REDDITO AGEVOLABILE E PATENT BOX


 

Con la Risposta all’interpello n. 74 del 19 novembre 2018, l’Agenzia delle entrate ha fornito alcuni chiarimenti in tema di reddito agevolabile nell’ambito della disciplina del Patent box, a seguito di un’istanza proposta da una S.r.l. La Società, attiva nel campo della progettazione, produzione e commercializzazione di macchine automatiche, nonché della progettazione, dello sviluppo e della commercializzazione dei software necessari per il funzionamento delle suddette macchine, rappresentava di voler optare, a decorrere dall’anno 2016 e limitatamente al solo bene immateriale “software”, per il regime agevolativo del Patent box.  Al riguardo, l’istante evidenziava che il reddito derivante dallo sfruttamento del software fosse da considerare rientrante, ai fini dell’agevolazione, nella fattispecie dell’utilizzo indiretto ai fini della citata agevolazione, con la conseguenza che il reddito agevolabile fosse costituito dai canoni derivanti dalla concessione in uso dei beni immateriali, al netto dei costi ad essi connessi.

A seguito del calcolo del reddito agevolabile, esso risultava superiore a quello risultante dal bilancio d’esercizio con riferimento alla medesima annualità. Di conseguenza, l’istante chiedeva se fosse legittimo indicare in dichiarazione una perdita fiscale derivante dalla circostanza che la quota di reddito agevolabile fosse superiore all’utile civilistico e, quindi, se fosse possibile computare in diminuzione tale perdita nei periodi di imposta successivi rispetto a quello in cui si era realizzata.

Al riguardo, l’Agenzia delle entrate ha chiarito che l’emersione di una quota di reddito agevolabile, ai fini del Patent box, derivante dallo sfruttamento economico degli intangible asset superiore all’utile civilistico, concorre alla determinazione della perdita fiscale di cui all’art. 84 Tuir. Conseguentemente, se – come nel caso di specie – il reddito agevolabile costituito dai canoni derivanti dalla concessione in uso dei software al netto dei relativi costi è superiore all’utile civilistico, l’agevolazione determina l’azzeramento del reddito imponibile complessivo e consente eventualmente di determinare una perdita fiscale di periodo. Il risultato negativo che ne deriva deve quindi concorrere alla formazione del reddito dei periodi d’imposta successivi seguendo le ordinarie regole previste per il riporto in avanti delle perdite pregresse, contenute nell’art. 84 Tuir.

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