Attualità

21/01/2019

Estensione del vantaggio “PEX”


Estensione del vantaggio “PEX” anche alle differenze di cambio realizzate a seguito della cessione di partecipazioni in valuta

 

Con la risposta ad interpello n. 5 del 10 gennaio 2019, l’Agenzia delle entrate ha chiarito che le differenze di cambio prodottesi a seguito di cessione di partecipazioni in valuta, realizzate nell’esercizio di attività d’impresa, concorrono a formare l’ammontare delle plusvalenze o minsuvalenze realizzate in sede di cessione di azioni che beneficiano del regime della partecipation exemption risultando quindi, rispettivamente, imponibili nella misura del 5 per cento o interamente indeducibili.

Il caso riguardava una società (holding) a responsabilità limitata, Alfa, che tra il 2011 e il 2012 aveva acquisito una partecipazione (originariamente valorizzata in euro) nella società Beta, iscrivendola tra le immobilizzazioni finanziarie. A seguito della quotazione di Beta nella borsa statunitense, nel 2015, Alfa ha proceduto alla vendita in più tranches, nel 2017, della partecipazione (valorizzata in dollari, a seguito della quotazione) detenuta nella stessa, ad un prezzo unitario in dollari, realizzando una plusvalenza. Al riguardo, Alfa chiedeva dunque se le differenze di cambi realizzate in sede di cessione d’azioni che beneficiano del regime pex fossero componenti che concorrono a formare le relative plusvalenze o minusvalenze da realizzo.

La risposta – positiva – dell’Agenzia delle entrate, esaminata la normativa vigente sia in ambito civilistico, sia tributario, sia contabile, e, in particolare, considerata l’operatività del principio di derivazione rafforzata, ha rilevato che le differenze di cambio – positive o negative – non danno luogo ad autonome e separate rilevazioni, ma concorrono necessariamente a formare le relative plusvalenze e minusvalenze da realizzo, in quanto le partecipazioni costituiscono attività non monetarie.

 

 

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