Attualità

21/01/2019

Rappresentante fiscale in Italia e stabile organizzazione


La Banca estera può nominare un rappresentante fiscale in Italia anche in presenza di una propria stabile organizzazione nello Stato

 

Alfa, banca estera autorizzata e soggetta a vigilanza da parte della Banca d’Inghilterra (qualificata come “banca di primo livello”) rappresenta di detenere, tra l’altro, talune attività (quali azioni, titoli di stato, titoli obbligazionari), emesse dallo Stato italiano o da emittenti italiani accentrati, in forma dematerializzata presso Beta. Tali titoli, risultano sub-depositati presso un intermediario stabilito in Italia (qualificato come “banca di secondo livello”), autorizzato a prestare servizi di custodia a intermediari finanziari e ad altri clienti, e che aderisce al sistema di gestione accentrata detenendo un conto presso Beta.

L’istante rappresenta inoltre di essere dotata di una propria stabile organizzazione in Italia, precisando che essa non è coinvolta nelle operazioni aventi ad oggetto i titoli, non svolgendo alcun tipo di attività in relazione ad essi, né nel rapporto di custodia esistente tra Alfa e l’intermediario. Ciò posto, a seguito dell’adozione del nuovo sistema europeo per il regolamento delle transazioni in titoli, Alfa intende aderire direttamente al sistema di gestione accentrata, diventando titolare, presso Beta, di un proprio conto che verrebbe utilizzato solo per i titoli detenuti da Alfa in nome e per conto proprio. In base a tale modello, Alfa acquisirebbe la qualifica di banca di secondo livello estera, con riguardo ai titoli italiani e, a tal fine, intenderebbe nominare un rappresentante fiscali italiano. Questi, identificato nel predetto intermediario o in altro soggetto da selezionarsi tra gli intermediari specializzati nella fornitura di servizi di custodia e amministrazione titoli, non sarebbe coinvolto nella custodia dei titoli né nel regolamento delle relative operazioni. Analogamente, anche la stabile organizzazione di Alfa continuerebbe a non essere coinvolta in tali situazioni.

Ritenendo sussistente un’incertezza in merito al fatto che una banca estera, dotata di stabile organizzazione in Italia e che intenda agire come banca di secondo livello con riferimento ai titoli di sua proprietà, possa nominare un rappresentante fiscale, Alfa proponeva l’istanza di interpello in oggetto.

Con la risoluzione n. 5/E del 16 gennaio 2019, l’Agenzia delle entrate ha ricordato come, ai fini Iva, il Legislatore abbia scelto di precludere espressamente, in presenza di una stabile organizzazione, la coesistenza di un rappresentante fiscale, nel presupposto che, in tal caso, un soggetto non residente è già rappresentato fiscalmente nel territorio direttamente dalla stabile organizzazione. Allo stesso modo, anche ai fini delle imposte sui redditi, l’unicità tra casa madre e stabile organizzazione è stata avvalorata dalle recenti modifiche recate agli artt. 151, 152 e 153 Tuir.

Tuttavia, ha chiarito ancora l’Amministrazione, con riferimento agli adempimenti di sostituto di imposta relativi ai redditi di natura finanziaria, appare dirimente la complessità tecnica delle attività che le specifiche disposizioni tributarie richiedono al rappresentante fiscale dell’intermediario non residente. Pertanto, se la stabile organizzazione non svolga in Italia attività di custodia titoli per le quali la stessa assume il ruolo di sostituto di imposta in applicazione delle citate disposizioni, l’intermediario non residente può nominare un rappresentante fiscale circoscrivendo l’ambito del mandato alle specifiche fattispecie in oggetto.

Dal punto di vista “pratico”, il rappresentante fiscale sarà tenuto a presentare, nell’ambito del proprio Modello 770, i quadri riferibili al soggetto estero separatamente da quelli concernenti le ritenute e le imposte sostitutive versate con riferimento alla propria attività di intermediario, indicando il codice fiscale attribuito alla stabile organizzazione italiana.

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