Attualità

18/02/2019

PROVENTI DA STRUMENTI FINANZIARI RISERVATI AI MANAGER


Trattamento fiscale dei proventi derivanti da strumenti finanziari riservati ai managers di società

L’Agenzia delle Entrate, nel principio di diritto n. 5 del 12 febbraio 2019, ha chiarito che nei casi di investimenti aventi ad oggetto partecipazioni societarie effettuati dai managers di una Società, il rispetto del requisito dell’investimento minimo dell’1% di cui alla lett. a) del co. 1 dell’art.60, d.l. n. 50 del 2017, richiede - ai fini della presunzione legale di qualificazione come redditi di capitale dei proventi percepiti dai managers, derivanti da diritti patrimoniali rafforzati - “un esborso effettivo pari ad almeno l’1 per cento…del patrimonio netto nel caso di società (…)”, patrimonio netto da computarsi a valori correnti determinabili sulla base di apposite perizie di stima (cfr. circ. n. 25/E del 2017, par. 3, lett. b).

Per ciò che concerne l’integrazione del requisito di cui alla lett. b) del co. 1 dell’art. 60, d.l. n. 50 del 2017 (postergazione dell’extrarendimento), la distribuzione dell’extrarendimento è subordinata dalla lettera della norma all’effettivo rimborso agli altri investitori del capitale investito unitamente ad un rendimento minimo (c.d. hurdle rate).

Il riferimento alla ‘percezione’ contenuto nella lettera della disposizione induce a ritenere non sufficiente la maturazione dell’hurdle rate per l’integrazione del requisito, ma a considerare necessaria l’erogazione agli altri investitori (inclusi i manager detentori di azioni ordinarie) del capitale investito e del rendimento minimo (hurdle rate), costituendo la distribuzione differita del carried interest condizione di accesso alla presunzione legale di qualificazione del reddito.

 

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