Attualità

DECRETO CRESCITA E SOCIETÀ VEICOLO D’APPOGGIO


 

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 100 del 30 aprile 2019 il decreto-legge 30 aprile 2019 n. 34 recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi (c.d. Decreto Crescita).

Fra le misure agevolative introdotte dal Decreto Crescita, si segnala l’art. 23 del citato Decreto, il quale, modificando la vigente disciplina in tema di cartolarizzazione di crediti di cui alla l. n. 130 del 1999, ha disposto la neutralità fiscale delle operazioni poste in essere dalle “società veicolo d’appoggio” nella valorizzazione dei beni e diritti concessi o costituiti, in qualunque forma, a garanzia dei crediti oggetto di cartolarizzazione.

Il ruolo delle predette società veicolo d’appoggio è stato riconosciuto di recente dall’art. 7.1, co. 4, l n. 130 del 1999, introdotto con il d.l. n. 50 del 2017, il quale, tuttavia, salvo un rapido riferimento al comma 5 del citato art. 7.1, non fornisce esaustive indicazioni in merito al trattamento fiscale applicabile alle società veicolo tanto ai fini delle imposte dirette che indirette.

Ebbene, il Decreto crescita interviene per dare maggiore certezza in merito al trattamento fiscale delle società veicolo d’appoggio, anzitutto prevedendo che i beni acquisiti da tali società costituiscono patrimonio separato a tutti gli effetti da quello delle società stesse e da quello relativo alle altre operazioni. In tal modo, viene riconosciuta anche alle società veicolo d’appoggio la neutralità fiscale ai fini Ires e Irap, alla stregua di quanto già previsto per le società per la cartolarizzazione nell’ambito dell’operazione di cartolarizzazione.

Inoltre, anche ai fini delle imposte indirette, è sancita l’applicazione in misura fissa delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, sia per i trasferimenti dei beni in favore delle società veicolo d’appoggio nell’ambito dell’operazione di cartolarizzazione sia nel caso di successivo trasferimento, a favore di soggetti che svolgono attività d’impresa, della proprietà o di diritti reali, anche di garanzia, sui beni immobili acquistati dalle società veicolo d’appoggio in relazione all’operazione di cartolarizzazione, purché  l’acquirente dichiari, nel relativo atto, che intende trasferirli entro cinque anni dalla data di acquisto. Ove non si realizzi tale condizione entro il quinquennio successivo, le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono dovute dall’acquirente nella misura ordinaria e si applica una sanzione amministrativa del 30 per cento, oltre agli interessi di mora di cui all’art. 55, co. 3, del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131.

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