SFEF

2015/18

Gli effetti della voluntary disclosure


Dopo neppure cinque anni dalla chiusura dell’ultimo scudo fiscale, in un contesto internazionale completamente cambiato nel quale lo scambio di informazioni tra i Paesi si avvia a divenire generalizzato ed automatico, il legislatore torna a introdurre sistemi per regolarizzare le somme e investimenti all’estero non dichiarati in violazione degli obblighi del monitoraggio (e non solo). il nuovo istituto, la voluntary disclosure, si differenzia radicalmente dai precedenti scudi fiscali, sia sul piano della impostazione generale che della disciplina, essendo fondato su una spontanea e completa confessione, che porta al pagamento dell’intera imposta dovuta (e delle sanzioni ridotte), richiesta con apposito atto dall’Agenzia, anziché su una “dichiarazione riservata” che, previo pagamento di un forfait a percentuale, preclude futuri accertamenti. Dopo un preliminare inquadramento del nuovo istituto e dei suoi tratti essenziali, nel confronto con i vecchi scudi fiscali, il presente lavoro si sofferma nell’esame degli effetti della voluntary su imposte, sanzioni ad esse correlate, sanzioni sul monitoraggio nonché delle annualità in relazione alle quali occorre regolarizzare e dei casi di raddoppio dei termini. Successivamente, dopo la trattazione degli effetti per così dire “ordinari” della voluntary, l’articolo esamina alcuni effetti collaterali e/o imprevisti, su altri soggetti in qualche modo connessi al contribuente che accede alla procedura, sotto diversi profili. Ed infine il lavoro si conclude con una breve analisi dell’ipotesi in cui la voluntary perda i propri effetti perché non perfezionata e dei casi in cui si ravvisino dei vizi nella procedura o nel calcolo della Amministrazione finanziaria e quindi delle eventuali vie di tutela che consentano al contribuente comunque di non perdere, ove possibile, i benefici della procedura. Risulteranno evidenti le molteplici incertezze lasciate dalla normativa, incertezze che non paiono accettabili, specie per un procedimento che si fonda sulla piena collaborazione e sull’autodenuncia del contribuente. Invero, se l’Amministrazione finanziaria richiede al contribuente piena trasparenza, dovrebbe in cambio fornire anch’essa piena chiarezza, e conseguentemente certezza, circa le conseguenze che deriveranno dalla sua adesione alla procedura.

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