SFEF

2015/20

Il regime fiscale dei crediti bancari


Lo scorso 8 luglio 2015 nel corso dell’assemblea annuale dell’Associazione Bancaria Italiana il Ministro dell’Economia Carlo Padoan alla presenza del Governatore della Banca d’Italia segnalava che si era finalmente giunti ad una soluzione dell’annoso problema del regime fiscale dei crediti bancari, tematica che lo stesso Ministro ha fatto risalire al  lontano 1995. Il riferimento era evidente al Decreto Legge 27 giugno 2015 n.83 – ora convertito in legge 6 agosto 2015, n. 132 - laddove viene riconosciuta, pur con qualche deroga per il 2015, la integrale ed immediata deducibilità delle svalutazioni e delle perdite sui crediti che gli enti creditizi e finanziari iscrivono nel proprio bilancio. Sulla tematica era già intervenuto il Governatore della Banca d’Italia nella propria relazione per l’esercizio 2014 affermando come “lo sfavorevole trattamento fiscale delle rettifiche su crediti, sebbene attenuato, non ne consente ancora la deducibilità immediata dal reddito imponibile, come invece avviene negli altri paesi europei”. Nella stessa circostanza aveva sottolineato la lungaggine delle procedure di recupero dei crediti e più in generale della gestione delle insolvenze. Al Governo e alla Banca d’Italia non può né poteva certo sfuggire la circostanza, confermata dai rilevanti valori, che i bilanci bancari siano stati interessati da massicce perdite e svalutazioni su crediti e più in generale dalla presenza di crediti deteriorati che spingono per la creazione di una c.d. bad bank.

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