SFEF

2015/20

Le società fiduciarie e il contratto di amministrazione senza intestazione


La parola fidúcia deriva dal latino fídere e significa avere fede, credere e sperare in una persona o in una determinata cosa, a seguito di una valutazione positiva di fatti, circostanze, relazioni, generanti un sentimento di sicurezza e tranquillità. Muovendosi da tale definizione, appare arduo tentare di circoscrivere gli innumerevoli rapporti che possono fornire attuazione concreta della fiducia, persino laddove si limiti l’indagine al settore giuridico.*Conseguentemente, al fine di inquadrare gli esatti termini dell’attività svolta dalle società fiduciarie di amministrazione ed approdare alla disciplina del contratto di amministrazione senza intestazione del bene da quest’ultime amministrato, è necessario ripercorrere alcune coppie concettuali, rinvenibili all’interno nel macrosistema fiduciario. L’esigenza di chiarezza è, altresì, suggerita dall’eterogenea produzione scientifica** e dagli equivoci riscontrabili sul tema, che non possono dirsi sgomberati nemmeno ricorrendo all’elaborazione giurisprudenziale, la quale giunge spesso a contraddirsi. Orbene, le coppie concettuali, su cui appare doveroso soffermare l’attenzione, si possono articolare nel seguente modo:

1. fiducia di tipo romanistico e fiducia di tipo germanistico;

2. negozio fiduciario e società fiduciaria;

3. società fiduciaria statica e società fiduciaria dinamica;

4. amministrazione con intestazione e amministrazione senza intestazione.

* Nel diritto privato il riferimento alla fiducia si rinviene: (i) in tema di disposizioni testamentarie fiduciarie; (ii) con riferimento alle società fiduciarie; (iii) nell’ambito del fido bancario. Vi sono poi fattispecie che dottrina e giurisprudenza qualificano come fiduciarie, tra cui il matrimonio, l’adozione, la rinuncia all’eredità, la donazione, il contratto di mutuo, la cessione di azioni e la girata della cambiale, così V.M. Trimarchi , Negozio fiduciario , Enc. Dir. XXVIII, Milano, 1978, p. 33. Nonostante ciò, il termine fiducia assume significati diversi a seconda del contesto, non si potrà pertanto confondere la fiducia dei rapporti fiduciari con quella che comunque governa i negozi intuitu personae , così V. Roppo , Il Contratto , Milano, 2001, p. 681.

** “Il termine «fiducia» è un esempio classico di due connesse modalità di azione che talvolta caratterizzano il giurista o intere generazioni di giuristi: il nominalismo e il ragionare per concetti ”, introduce così il primo capitolo del proprio libro M. Lupoi , Il contratto di affidamento fiduciario , Milano, 2014, p. 3. “ È un’affermazione consolidata quella secondo cui il nostro è un paese di grandi contrasti. A me pare che tale considerazione si attagli anche con riferimento alla vicenda della «fiducia». Questa tematica, irta di spinose questioni che hanno accompagnato la sua qualificazione giuridica, ha sempre stentato a trovare una sicura sistemazione teorica che garantisse la reale diffusione ed un costante utilizzo dell’istituto della «fiducia» al fine della organizzazione delle relazioni economiche” così L. Zitiello , Il trust e gli istituti corrispondenti nell’ordinamento italiano , in Le società, 8, 1995, p. 1019.

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