SFEF

2015/20

Dalla diffidenza al riconoscimento: evoluzione di un’attività e di un settore. L’iscrizione alla sezione speciale dell’albo 106 del TUB: le società fiduciarie


La Banca d’Italia, con la Circolare n. 288 del 3 aprile 2015 ha, tra l’altro, emanato la disciplina di attuazione dell’art. 199 del TUF,  così come modificato dal d.lgs. n. 141 del 2010. La nuova normativa segna l’inizio di un processo di modernizzazione delle società fiduciarie che entro il 12 febbraio 2016 potranno scegliere di iscriversi nella sezione separata dell’albo degli intermediari finanziari previsto dall’articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. Infatti, l’articolo 199, nella formulazione attuale,  prescrive che  le società fiduciarie di cui alla legge 23 novembre 1939, n. 1966 che svolgono attività di custodia e amministrazione di valori mobiliari e che sono  controllate direttamente o indirettamente da una banca ovvero da un intermediario finanziario o che, alternativamente, abbiano adottato la forma di società per azioni con capitale versato di ammontare non inferiore al doppio di quello richiesto dall’articolo 2327 del codice civile  in una  sezione separata dell’albo degli intermediari finanziari previsto dall’articolo 106 del TUB. L’autorizzazione della Banca d’Italia è finalizzata a verificare la sussistenza delle condizioni previste dall’art. 199 del TUF e l’esistenza di requisiti di governo societario e organizzativi idonei ad assicurare il rispetto delle disposizioni contenute nel d.lgs n. 231 del 2007,  mentre nulla cambia rispetto alla legge del ’39 e pertanto l’autorizzazione e  la vigilanza sull’attività delle società fiduciarie rimane in capo al Ministero dello Sviluppo Economico.

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