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SFEF

2014/16

La società per la cartolarizzazione dei crediti. Evoluzione della specie o mutazione genetica?


Le modifiche apportate alla legge 130/1999, in due successive occasioni nel corso del 2014, ampliano considerevolmente lo spettro di attività che la società di cartolarizzazione può svolgere; per effetto di tali modifiche, infatti, essa non è più soltanto lo “strumento” tramite cui banche e intermediari finanziari possono raccogliere provvista sul mercato mediante lo smobilizzo di portafogli di crediti, ma può ora assumere il ruolo di finanziatore diretto delle imprese italiane, mediante la sottoscrizione di obbligazioni o titoli similari da esse emessi oppure mediante la concessione di finanziamenti in tutto e per tutto assimilabili a quelli bancari. Con ciò consentendo a operatori del c.d. shadow banking di fornire liquidità direttamente alle imprese prenditrici, per il tramite della società di cartolarizzazione. Tale ampliamento di attività non pare per ora supportato da un’adeguata riflessione del legislatore sulla disciplina applicabile alla società di cartolarizzazione quando essa funge da finanziatore diretto delle imprese, e dà vita a modelli concorrenti di raccolta sul mercato dei capitali che, pur essendo sostanzialmente equivalenti da un punto di vista finanziario, presentano rilevanti differenze sul piano della disciplina applicabile, sollevando il rischio di arbitraggi regolamentari.

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