SFEF

2015/21

Le novità 2015 in merito al regime delle controlled foreign companies


La disciplina delle controlled foreign companies (o ‘CFC’) è stata fino ad oggi contenuta in due disposizioni del d.lgs. n. 917/86 (o ‘TUIR’): l’art. 167, relativo a soggetti esteri controllati, e l’art. 168 (oggi abrogato), relativo a soggetti esteri collegati. Come noto, tale regime è volto a contrastare la delocalizzazione fittizia di utili presso soggetti esteri operanti nei c.d. paradisi fiscali. L’art. 8 del decreto legislativo n. 147 del 14 settembre 2015* (di seguito ‘decreto internazionalizzazione’ o ‘decreto’), recante misure per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese operanti in Italia, emanato in attuazione dell’articolo 12 della legge delega n. 23 del 2011, ha apportato significative modifiche alla disciplina CFC, con decorrenza già dal periodo 2015** . Inoltre, il 5 ottobre 2015, l’OCSE ha diffuso, mediante pubblicazione nel proprio sito, il documento definitivo (‘final report’) relativo all’azione 3, (‘Designing Effective Controlled Foreign Company Rules, Action 3: 2015 final report’), elaborato nell’ambito del progetto ‘Base erosion and profit shifting’ (‘BEPS’). Infine, la Legge di Stabilità 2016 (legge 208 del 28 dicembre 2015*** ) ha ulteriormente modificato il regime CFC, eliminando il riferimento alla c.d. black list. Dopo aver ricostruito le principali novità introdotte dall’art. 8 del menzionato decreto e della Legge di Stabilità 2016, si riassumeranno brevemente le raccomandazioni espresse dall’OCSE nel Rapporto relativo all’Action 3, e la possibile relazione delle prime con le seconde, riservando ad una sede successiva un approfondimento su quest’ultimo tema.

* Il d.lgs. n. 147 è stato pubblicato sulla G.U. n. 220 del 22 settembre 2015 ed è in vigore dal 7 ottobre 2015.

** L’applicazione del regime CFC comporta la tassazione per trasparenza, in capo al soggetto partecipante residente (persona fisica o società), dei redditi prodotti da soggetti controllati o collegati esteri (imprese, società o altri enti) residenti o localizzati in Stati o territori a regime fiscale privilegiato di cui al Decreto Ministeriale 21 novembre 2001 (cd. CFC ‘black list’). Tale regime, a seguito delle modifiche del D.L. 78/2009, è stato esteso anche ai soggetti controllati caratterizzati da un livello di tassazione effettiva inferiore al 50 per cento di quella che sarebbe risultata applicabile in Italia e dalla prevalenza di passive income, ancorché residenti in Stati o territori non inclusi nella suddetta black list (CFC ‘non black list’). In proposito, si veda il contributo su questa rivista ‘Regime CFC, chiarimenti per le attività bancarie’ nella sezione ‘tematiche emergenti’ del numero II di gennaio 2011.

*** La Legge di Stabilità 2016  è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del  30 dicembre 2015 (Suppl. Ordinario n. 70) ed è in vigore dal 1 gennaio 2016.

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