SFEF

2013/11

Il trattamento IVA delle commissioni di gestione addebitate ai fondi pensione


Anche a seguito di recenti modifiche legislative *, conseguenti ad una altrettanto recente giurisprudenza della Corte di Giustizia della Comunità Europea**, è tornato di particolare attualità il tema del trattamento agli effetti dell’IVA delle commissioni di gestione addebitate ai fondi pensione da banche, assicurazione ed altri soggetti finanziari incaricati della gestione.#In effetti nei confronti dei fondi pensione la questione si pone sotto un duplice profilo: da un lato, sono state espresse alcune riserve sulla legittimità ai fini della disciplina comunitaria dell’estensione della esenzione IVA alla gestione dei fondi pensione di cui all’art. 10, primo comma, n. 1 del d.P.R. n. 633/72; dall’altro, una volta verificata l’applicabilità della norma di esenzione, si discute se anche nei confronti dei fondi pensione (come nei confronti dei fondi comuni di investimento) le commissioni addebitate dalle banche depositarie siano o meno esenti, per la loro interezza o solo in parte.#Tralasciando il tema delle banche depositarie, affrontiamo in questa sede l’argomento delle convenzioni di gestione, in attesa di auspicabili chiarimenti da parte dell’Amministrazione finanziaria.

* Ci riferiamo alla disposizione contenuta nella legge n. 228 del 24 dicembre 2012 (cd. Legge di stabilità) che, modificando l’art. 10, comma 1, n. 4, del d.P.R. n. 633/72, ha previsto l’imponibilità del “servizio di gestione individuale di portafogli”.

** Ci riferiamo alla sentenza 19 luglio 2012, nella causa C-44/11 della seconda sezione della Corte di Giustizia (Finanzamt Frankfurt am Main V c/ Höchst contro Deutsche Bank AG), nonché alla recente sentenza 7 marzo 2013, nella causa C-424/11 della prima sezione della Corte di Giustizia (Wheels Common Investment Fund Trustees Ltd, c/ Commissioners for Her Majesty’s Revenue and Customs).

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