SFEF

2013/10

La CTP di Milano sull’imponibilità ai fini Iva delle prestazioni rese dalla banca depositaria del patrimonio di OICVM: la disapplicazione delle sanzioni ripristina la neutralità dei rapporti con la SGR


Secondo i giudici di merito, le attività di deposito e controllo prestate dalla banca depositaria del patrimonio dell’OICVM non rientrano nel regime di esenzione Iva previsto dall’articolo 10, DPR 26 ottobre 1972, n. 633, non potendosi ricondurre simili attività all’intermediazione su titoli, strumenti finanziari e depositi del fondo. Questa decisione di merito, nel recepire quanto stabilito dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea nella sentenza Abbey National del 2007, non ha tuttavia ritenuto di applicare anche le sanzioni e gli interessi derivanti dall’omessa applicazione dell’iva, in quanto nel periodo interessato dall’accertamento, vi era un’oggettiva situazione di incertezza interpretativa relativamente alla possibilità di considerare esenti da iva le prestazioni erogate dalla banca depositaria. Il presente contributo analizza inoltre gli effetti che tale pronuncia è idonea a produrre nei rapporti tra banca depositaria, società di gestione del risparmio e partecipanti al fondo comune di investimento con riferimento al meccanismo della rivalsa di cui agli articoli 60 e 18 del DPR n. 633/1972. La possibilità di applicare entrambe tali norme, infatti, è in grado di generare differenti conseguenze di ordine pratico per tali parti contrattuali nonché conseguenze per la neutralità dell’iva.

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