SFEF

2012/8

Le novità in materia di mercati finanziari contenute nella proposta di revisione della MiFID esaminate attraverso la lente del processo di formazione dei prezzi


Un’interessante chiave interpretativa per comprendere la portata delle novità contenute nella proposta di revisione della MiFID è fornita dal diverso approccio del Legislatore Comunitario alla tematica del processo di formazione dei prezzi. La frammentazione degli scambi provocata dalla MiFID ha acuito la complessità e la delicatezza di questo processo e di altri, quale il processo di valorizzazione degli strumenti finanziari, che trovano nel primo la loro base. La versione in vigore della MiFID, concentrata sull’obiettivo di porre in competizione le diverse sedi di esecuzione, ha posto l’accento sulla neutralità della regolamentazione rispetto alla sede di effettiva esecuzione dei contratti aventi ad oggetto strumenti finanziari, e non ha disciplinato ampie e importanti tematiche aventi grande rilevanza per un compiuto processo di formazione dei prezzi: la trasparenza sugli strumenti non-equity e il consolidamento delle informazioni post trade. Le crisi che dal 2008 si sono susseguite e le profonde innovazioni che hanno interessato i mercati hanno messo impietosamente in luce i limiti di questo impianto. Alcune sedi di esecuzione di recente affermazione (i Broker Crossing Network) sono riuscite ad evitare di essere inquadrate nelle tipologie di trading venue esistenti, e così facendo sono sfuggite alla regolamentazione disposta per esse. In questi anni si è poi assistito ad una forte crescita degli scambi OTC e del fenomeno del cd. dark trading (ovvero il trading non soggetto a pre trade transparency, comportato dall’affermazione dei Broker Crossing Network e dei cd. Dark Pool), arrivando ad assumere proporzioni tali da rendere critico il processo di formazione dei prezzi nell’ambito del comparto degli strumenti non-equity. Non si è invece assistito ad alcun processo di autoregolamentazione significativo nelle aree non disciplinate dalla MiFID. Con la proposta di revisione della MiFID, la Commissione ha inteso intervenire su tutti i fattori che si sono rivelati critici in questi primi anni di applicazione della MiFID. L’unica eccezione sembra riguardare il consolidamento delle informazioni post trade degli strumenti non equity. Nel complesso, l’attenzione della Commissione rispetto ai fattori in grado di influire sul processo di formazione dei prezzi è di gran lunga più alta di quella caratterizzante la versione attuale della MiFID. Alcune proposte, tra cui quella riguardante la lista degli strumenti non complessi, vanno a porre differenziazioni tra le varie forme di trading venue. Altre proposte, tra cui quelle concernenti la nuova categoria degli OTF e le soglie di esenzione per i requisiti di trasparenza pre e post trade, sono ancora suscettibili di modifiche che possono avere significative ripercussioni sul processo di formazione dei prezzi.

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