SFEF

2012/8

Il Tax Reporting Italiano per i Fondi comuni di investimento


La recente riforma della tassazione delle rendite finanziarie ha creato le basi per l’introduzione anche nel nostro Paese di un sistema cosiddetto di Tax Reporting per i Fondi comuni di investimento. Si tratta di un meccanismo – noto per lo più all’estero, sebbene con finalità e regole di applicazione differenti – finalizzato, per quel che concerne il caso italiano, a non discriminare investimenti diretti in titoli di Stato ed equiparati (i cui proventi, anche post-riforma, continuano a scontare la più favorevole aliquota del 12,5%) rispetto ad investimenti nei medesimi titoli, ma effettuati per il tramite di Fondi comuni di investimento (i cui proventi scontano invece la più elevata aliquota del 20%). Il Tax Reporting Italiano – le cui regole sono state stabilite con Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 13 dicembre 2011 e sulle quali si è recentemente espressa anche l’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 11/E del 28 marzo 2012 – prevede che, al verificarsi di certe condizioni, un Fondo comune di investimento (italiano e/o estero), che investe in titoli di Stato ed equiparati, comunichi, con cadenza semestrale, una percentuale che permetterà di calcolare la quota parte dei proventi derivanti dal Fondo stesso che, in quanto riferibile a tali titoli di Stato ed equiparati, sarà parzialmente assoggettata all’aliquota del 20%.

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