SFEF

2012/6

Il contrasto ai fenomeni di interposizione: riflessioni alla luce dei recenti documenti GAFI e Banca d’Italia


Il fenomeno dell’interposizione soggettiva è ritornato di estrema attualità sia in occasione dell’ultimo “scudo fiscale”1 sia con la pubblicazione di un recente studio svolto da Banca d’Italia, denominato “Alla ricerca dei capitali perduti: una stima delle attività all’estero non dichiarate dagli italiani”.#Il documento è incentrato sul cosiddetto “under-reporting”, ovvero sulla sottostima delle attività italiane all’estero, che così sfuggono ad un’ordinaria rilevazione.#Lo studio condotto evidenzia come la dimensione rilevante delle attività estere emerse con gli “scudi fiscali” e analisi internazionali sulle statistiche di bilancio dei pagamenti suggeriscano che le attività dell’Italia verso il resto del mondo, così come quelle di altri paesi, sono caratterizzate da una sistematica sottostima di entità significativa concentrata nella componente degli investimenti di portafoglio, ossia in azioni sotto la soglia del 10% del capitale, quote di fondi comuni e titoli di debito ** .#Prendendo  spunto  dal report svolto da Banca d’Italia e dai documenti GAFI, di cui si parlerà in seguito, Money Laundering Using Trust and Company Service Providers  e Review of the standards – Preparation For The 4th Round Of Mutual Evaluations , in tema di contrasto al riciclaggio, formuleremo  alcune  brevi  riflessioni  concernenti  il fenomeno della interposizione   soggettiva   societaria, con particolare riferimento ai Trust, nonché i connessi profili fiscali e sanzionatori. *##* Il contributo è redatto a titolo personale e non impegna la posizione dell’amministrazione di appartenenza.#** Art. 13-bis del D.L. 1° luglio 2009, n. 78.

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