SFEF

2016/24

Accordi di ristrutturazione e debiti bancari: il nuovo articolo 182 septies della Legge Fallimentare


Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una sempre più frequente difficoltà per gli imprenditori di giungere ad efficaci accordi di ristrutturazione dei debiti a causa del ‘veto’ che veniva posto loro da alcuni di essi (o anche da solo uno) nella fase delle trattative. Veto che, nella maggioranza dei casi, si traduceva appunto in un ostacolo alla concreta fattibilità dell’intero piano previsto dall’articolo 182 bis della Legge Fallimentare. Per ovviare a tale (rilevante) problematica è stato recentemente introdotto il nuovo articolo 182 septies L.F. che, nell’ottica di un continuum con la disciplina di cui all’articolo 182 bis L.F., prevede ora la possibilità – nel caso in cui oltre la metà dei debiti sia nei confronti di banche e intermediari finanziari – di vincolare agli accordi raggiunti anche le banche e gli intermediari finanziari dissenzienti o che, diversamente, non hanno partecipato alle trattative. Tutto ciò si traduce in un accordo che, definito per almeno il 75% dei crediti facenti parte di una già individuata categoria di creditori aventi interessi tra loro omogenei, si estende automaticamente agli istituti finanziari ricompresi nella rimanente porzione inferiore al 25%, indipendentemente dall’eventuale diniego da questi manifestato. Nell’articolo che segue saranno quindi illustrate le caratteristiche dell’istituto e la rilevanza della nuova previsione normativa nei confronti dell’imprenditore in crisi.

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