SFEF

2016/24

La “nuova” tassazione dei capitali percepiti in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita, alla luce della recente prassi dell’Agenzia delle Entrate


La Legge di Stabilità per il 2015 (i.e. legge 23 dicembre 2014, n. 190) ha introdotto alcune rilevanti novità in merito alla tassazione delle somme percepite in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita nell’ipotesi di decesso dell’assicurato, nel presumibile intento di scongiurare il ricorso alla strumento assicurativo al solo fine di ridurre il carico fiscale gravante sui beneficiari in ragione della percezione del capitale. Premessi brevi cenni in merito all’inquadramento civilistico della fattispecie, il presente contributo si propone di esaminare i profili maggiormente rilevanti della citata modifica legislativa, alla luce dei chiarimenti recentemente forniti dall’Agenzia delle Entrate, dedicando una particolare attenzione ad alcuni aspetti delicati e, in alcuni casi, ambigui, con riferimento ai quali è stata suggerita una possibile interpretazione. Si è ritenuto inoltre opportuno soffermarsi sul tema, recentemente affrontato dalla Suprema Corte, relativo all’opportunità di “ri-qualificare” la figura del contratto di assicurazione sulla vita come donazione indiretta. Al riguardo, si è posta in evidenza la complessità del problema, con specifico riferimento alla possibile incompatibilità dell’opinione espressa dai Giudici di legittimità rispetto alla disciplina contenuta nel d.lgs. n. 209/2005.

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