SFEF

2016/25

La ristrutturazione del debito tributario e contributivo nella gestione della crisi d’impresa e la nuova finanza urgente e funzionale alla continuità dell’attività d’impresa


La Legge Delega al Governo per la riforma organica delle discipline della crisi d’impresa e dell’insolvenza nasce dalla combinata esigenza di: coordinare le varie modifiche intervenute in materia dal 2016 ad oggi. La frequenza di tali interventi, dettati spesso dall’urgenza, hanno peraltro determinato rilevanti difficoltà applicative sia per l’approssimazione della formulazione tecnica delle norme riformate sia per l’ondivago formarsi di orientamenti giurisprudenziali che invece dovrebbero consolidarsi ed essere stabili per evitare che il processo di risanamento dell’impresa in crisi si trovi a confrontarsi con le problematiche dell’incertezza del diritto. Il poter prevedere con sufficiente grado di certezza le decisioni del giudice è elemento essenziale affinché il complesso e complicato processo di risanamento dell’impresa in crisi possa risultare efficace ed efficiente. Allo stesso modo la delega sottolinea l’importanza di evitare disfunzioni che possano derivare da usi non conformi degli istituti e delle disposizioni che generano “prededuzioni” al fine di evitare di dover constatare che, a consuntivo, la procedura di risanamento dell’impresa in crisi è servita solo o prevalentemente ad assorbire le residue risorse disponibili dell’impresa; adeguarsi alle sollecitazioni dell’Unione Europea (Raccomandazione n. 2014/135/UE e Regolamento 2015/848 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 20 maggio 2015.  #L’imprenditore in pre-crisi (che è definibile di natura finanziaria ed economica che l’imprenditore ritiene essere reversibile, spesso impropriamente) in passato (ed ancora oggi) ha usato la “leva finanziaria” che è nella sua immediata disponibilità senza dover chiedere il consenso a terzi: trattasi della scelta infelice di omettere i versamenti di imposte e contributi con l’intenzione di operare appena possibile sanando tali omissioni mediante l’istituto del ravvedimento operoso. Tale comportamento, se non suffragato e motivato da concrete e certe aspettative di disporre di risorse finanziarie libere (ad esempio per l’imminente esecuzione di un preliminare di vendita che liberi risorse finanziarie per il ravvedimento o per una coerente rateizzazione del debito erariale), determina frequentemente l’accumularsi di debiti privilegiati che maggiorati delle sanzioni applicate in misura piena (30%) aggravano lo stato di pre-crisi, poi di crisi ed infine di dissesto. Tale comportamento implica responsabilità.#Il legislatore della riforma fallimentare ha posto l’attenzione su tale “criticità”: in primis , prevendo una procedura di “rimedio” che, nell’interesse dei creditori concorsuali e della salvaguardia della continuità aziendale meritevole, consente, al verificarsi di determinati presupposti e requisiti, di soddisfare, anche solo in parte, l’amministrazione finanziaria (imposte, tasse e contributi e relativi accessori). Il legislatore è ora orientato (legge delega di riforma organica della legge fallimentare) ad introdurre anche elementi premiali (previsti di natura procedimentale) in favore dell’imprenditore che tempestivamente “allerta” lo stato di crisi, la manifesta esteriorizzandola ed adotta comportamenti volti a risolvere tale contesto prima che diventi irreversibile. Il comportamento negligente dell’imprenditore che omette versamenti di imposte tasse e contributi potrà costituire uno sbarramento degli effetti premiali. La Legge Delega testualmente indica come necessario configurare un sistema di incentivi per chi ricorra tempestivamente ai strumenti di soluzione della crisi d’impresa e disincentivi per chi invece non vi ricorra, ne ritardi il ricorso ed anche qualora vi ricorra pur quando sussistano ormai le condizioni che lo sconsiglierebbero. Le Legge Delega sottolinea l’esigenza di introdurre obblighi anche a carico dei creditori istituzionali di segnalare i principali indizi di difficoltà finanziaria dell’impresa. Il richiamo è in primis all’Agenzia delle Entrate ed in generale a tutti gli organi di controllo dell’impresa societaria.

Lorenzo Galeotti Flori, membro del Gruppo di Studio Enrico Gustarelli per la fiscalità d'impresa, Università Bocconi.

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